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giovedì 12 novembre 2015

Politica da bagaglino !

Quasi certamente chi era domenica in Piazza Maggiore a Bologna non lo ha notato, eppure c’era anche lui, Renato Brunetta.
Il meschinello, infatti, indaffarato a scalare uno sgabello cercava di sbirciare quello che accadeva sul palco.
Purtroppo, e non credo per colpa dello sgabello troppo basso, Brunetta non ha capito nulla di ciò che stava avvenendo sul palco.
Solo così, infatti, si può comprendere come mai abbia avuto l’ardire di dichiarare, il giorno dopo: “Berlusconi continua ad essere il leader del centrodestra perché ha la forza e la generosità di unire. A Bologna questo è avvenuto”.
Parole talmente insensate, così in contrasto con quanto palesatosi sul palco di Bologna, da suscitare solo la commiserazione per quel individuo che si ostina a negare la realtà.
Nessuno, innanzitutto, deve aver informato Brunetta che quella manifestazione era stata promossa ed organizzata dalla Lega e che Berlusconi era stato ammesso sul palco come ospite neppure graditissimo.
Infatti, appena Berlusconi si è appropriato del microfono per ripetere la solita tiritera su toghe rosse, processi ad orologeria, complotti, etc. etc., i leghisti hanno incominciato a rumoreggiare, per poi fischiarlo, fino ad invocare in coro “Matteo … Matteo” perché interrompesse quella lagna (NdR: ovviamente il Matteo era Salvini e non Renzi).
Probabilmente proprio in quei momenti Brunetta doveva essersi assopito se non si è reso conto di quello che avveniva intorno a lui.
Con buona pace di Brunetta, quindi, Berlusconi non sarà il leader di questo centrodestra come ha fatto capire a chiare lettere Salvini che, nella sua smisurata immodestia, è già convinto di avere saldamente in mano la leadership.
Azzerate le allucinazioni brunettiane, mi sembra che non possa essere sfuggita, ai più, neppure la imbarazzante ipocrisia che svolazzava sul palco di Bologna, dove individui, così diversi tra loro da non condividere né obiettivi né programmi, si sono mostrati accomunati solo dalla fregola di cacciare Renzi per prenderne il posto.
La ipotesi che, se uniti, possa essere più facile sconfiggere Renzi era il vero ed unico collante che teneva insieme in Piazza Maggiore Salvini, Meloni e Berlusconi.
Tre individui che, in passato, non si erano risparmiate reciproche stroncature ed invettive.
Un esempio ?
Curiosando, in Facebook, tra i post del diario di Matteo Salvini, chiunque può verificare ciò che pensava e scriveva il segretario leghista:
-      16 luglio 2012: “Nessun leghista è disposto a puntare ancora su un’alleanza con Berlusconi. No a possibili assi tra Carroccio e Cavaliere. La nostra gente non ne vuole sapere di un ritorno in campo di Silvio Berlusconi.”
-      1 agosto 2013: “Berlusconi CONDANNATO a 4 anni. Adesso sono curioso di sentire come faranno i Kompagni del PD, sia in Parlamento che su Facebook, a giustificare il fatto che sono al governo con un Condannato…”
Oggi, invece, sono io curioso di vedere con quali e quante balle Matteo Salvini riuscirà a turlupinare i leghisti per giustificare la presenza del “CONDANNATO” Silvio Berlusconi sul palco della Lega a Bologna.

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