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venerdì 3 gennaio 2014

Delirium da tentazioni totalitarie

Nel XXmo secolo il mondo è stato percorso dalle alienazioni di individui che, dando sfogo alle loro ossessioni di dominazione e di autoritarismo, hanno sottoposti milioni di esseri umani a barbarie e sventure.
Da Giuseppe Stalin ad Adolf Hitler, da Benito Mussolini a Jorge Rafel Videla, da Augusto Pinochet a Mao Tse-tung, da Nicolae Ceausescu a Fidel Castro, da Jean Bedel Bokassa a Pol Pot, da Anastasio Somoza a Idi Amin Dada, solo per citarne alcuni.
Per il triste fardello di catastrofi e di lutti, di cui questi individui si sono resi responsabili con la loro follia, gli storici hanno definito il secolo XXmo come il “secolo infamato dalle dittature”.
Chi di noi non ha sperato, almeno per un momento, di essersi lasciato alle spalle le mire totalitarie e l’ingordigia di potere che hanno caratterizzato il secolo scorso.
Invece, purtroppo, anche ai giorni nostri si aggirano aspiranti despoti che, proponendosi come vessilliferi di libertà e giustizia, come patrioti pronti a sacrificarsi per il loro paese, come portatori di equità sociale e di pace, in realtà mascherano le loro turbe ed i loro riprovevoli propositi.
Individui senza scrupoli, smaniosi di conquistare il potere anche a costo di scardinare il sistema democratico che i popoli hanno ottenuto, spesso, attraverso conflitti cruenti e amari sacrifici.
Metodi e processi, per la conquista del potere, subdoli e non univoci.
L’Italia, purtroppo, ancora una volta è un laboratorio nel quale ha terreno fertile la sperimentazione di nuove tentazioni egemoniche.
C’è chi, ad esempio, come Gianroberto Casaleggio, manovrando come una marionetta Beppe Grillo, lo istiga a scardinare l’ordine democratico usando il vilipendio delle istituzioni, accuse calunniose contro tutti, discorsi farneticanti, promessa di impraticabili processi rivoluzionari.
Lo scopo è alimentare un clima da tutti contro tutti, rimestando nelle cocenti sofferenze di una crisi economica e sociale che attanaglia il Paese, sotto lo sguardo indifferente di una classe politica avvilente.
C’è chi, invece, come Silvio Berlusconi, nel momento in cui è chiamato al “redde rationem”, per le nefandezze compiute prima e durante la sua presenza in politica, non si rassegna e sceglie la strada del “muoia Sansone con tutti i filistei”.
Una macchinazione paranoica, quella di Berlusconi, certo meno flagrante, ma proprio per questo più subdola, perché ricorre ad argomentazioni fuorvianti ed ingannevoli, per distrarre dal reale scopo che è quello di porre la sua persona ed i suoi interessi privati al di sopra delle leggi, della giustizia, della convivenza democratica.
Mossi da motivazioni e da finalità differenti, Casaleggio e Berlusconi sono accomunati, tuttavia, da un unico obiettivo.
Ad esempio, è da mesi che entrambi indirizzano i loro strali, calunniosi e grossolani, contro la istituzione che è garante della Carta Costituzionale e del sistema democratico, cioè il Capo dello Stato.
Personalmente non credo che mirino ad una guerra personale contro Giorgio Napolitano, ma piuttosto che si prefiggano di screditare, agli occhi dei cittadini, il ruolo istituzionale che Napolitano ricopre.
Tale, perlomeno, mi è sembrato il tentativo, fatto da Casaleggio e da Berlusconi, ai quali si è accodato Salvini, di boicottare il messaggio di fine anno, teletrasmesso dal Presidente della Repubblica, invitando gli italiani a spegnere i televisori.
Un tentativo fallito miseramente, visto che il messaggio del Capo dello Stato è stato seguito da più di nove milioni e novecentomila telespettatori, con il 53% di share, ed oltre duecentomila cittadini in più di quanti avessero ascoltato il messaggio di fine anno 2012.
Mi sembra, questa, una rassicurante conferma che gli italiani non siano propensi a farsi imbrogliare facilmente dai cialtroni di turno.
Di certo, peraltro, non ha ottenuti equivalenti indici di ascolto il contro-messaggio inscenato da Beppe Grillo.
Un Beppe Grillo, come sempre monotono nella sua insipidezza e ridicolo nella sua spocchiosa megalomania.
Si è fatto immortalare, nel video del contro-messaggio, davanti ad un simulacro di Giuseppe Garibaldi sul quale, però, il volto dell’eroe dei due mondi era stato sostituito da quello di Grillo.
Occorrono ancora altre prove per rendersi conto che Beppe Grillo sia posseduto, ormai, da pericolose turbe psichiche ?

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