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martedì 16 settembre 2014

Renzi scusi, ma “c’è grasso che cola” alla Camera

Egregio signor Matteo Renzi,
nei giorni scorsi lei ha lasciato intendere, maliziosamente, che nella Pubblica Amministrazione ci sarebbe “grasso che cola”, suscitando un vespaio di polemiche tra coloro che si scontrano, ogni giorno,  con le inefficienze di molti uffici, pur ridondanti di organico, e coloro, invece, sindacati in primis, che hanno alzate ottuse barricate senza neppure entrare nel merito.    
In questi suoi primi mesi di governo, angoscianti per gli italiani, mi sono reso conto che al fare lei preferisca gli annunci e le battute ridanciane che conquistano quegli italioti che la acclamano.
Se fossi in lei sarei più cauto nel gonfiare il petto ed affermare “… non mollo, la gente fa il tifo per me”, perché la storia insegna che il popolo italico è molto volubile e con la stessa facilità con cui mette qualcuno sul piedistallo, in un batter di ciglia sa scaraventarlo nella polvere.
Comunque tornerei alla sua asserzione del “grasso che cola” per dirle che, secondo me, uno come lei che, almeno a parole, si è professato di volta in volta rottamatore, riformatore, rinnovatore, avrebbe già dovuto accorgersi che anche nel Parlamento italiano che c’è moltissimo “grasso che cola”.
Immagino che lei voglia ricordarmi di aver già riformato il Senato.
Ma è proprio a questo proposito che mi permetto farle osservare alcune cose.  
Innanzitutto, dato e non concesso che questa ridicola riforma superi le forche caudine bipartisan ed il referendum popolare, ad essere ottimisti permetterebbe di risparmiare, al massimo, qualche milione di euro.
Infatti, la struttura funzionale di Palazzo Madama rimarrebbe tale e quale, con costi immutati e faraonici per servizi di segreteria, amministrazione, assistenza legale, stampa, viaggi, vigilanza, bar, buvette, barberia, etc.
Ora, anche ammettendo che tra qualche anno possa non esistere più un Senato eletto dai cittadini, sopravvivrebbero le strutture funzionali di Palazzo Madama.
Mi piacerebbe sapere invece se lei intenda fare qualcosa per intaccare il “grasso che cola” alla Camera.
Lei mi sa spiegare perché mai lo Stato, con i soldi dei contribuenti, debba mantenere nello sfarzo 630 deputati quando, di fatto, sono i 5 o 6 capobastone delle segreterie di partito a decidere cosa i  loro 630 subalterni debbano dire e fare ?
Oltre a questa, però, ci sono altre domande alle quali fino ad oggi non ho trovata risposta.     
Ad esempio, perché in Italia per rappresentare 60 milioni di cittadini siamo costretti ad eleggere 630 deputati quando negli Stati Uniti sono sufficienti 435 parlamentari per rappresentare 306 milioni di cittadini, ed i quasi 47 milioni di spagnoli si accontentano di 350 deputati ?
Già solo in queste macroscopiche differenze, signor Renzi, è possibile che lei non veda tanto “grasso che cola” ?
Per carità, capisco che per tagliare una parte della casta occorrano gli attributi veri, mentre sia più facile dare addosso, in modo generico, alla Pubblica Amministrazione, ma lei proclama di essere un rinnovatore, quindi …
Però, a farmi ancora più incazzare è riscontrare che in questa legislatura ben 118 deputati, cioè il 19% di coloro che dovrebbero rappresentarci, ha fatto registrare un tasso di assenteismo superiore al 30% (NdR: fonte Openpolis), con punte di eccellenza del 80% e persino del 90%.
A dispetto di un così scandaloso assenteismo, questi 118 individui hanno puntualmente percepiti i loro lauti compensi.
Da comune uomo della strada non posso fare a meno di esprimerle due semplici considerazioni.
La prima, se la Camera ha potuto rispettare regolarmente la agenda dei suoi lavori, mi sembra palese che quei 118 deputati siano inutili e ridondanti, loro sì che sono “grasso che cola”.
La seconda, una qualsivoglia impresa, minata da un assenteismo di queste proporzioni, finirebbe inevitabilmente per dover portare i libri in tribunale.
E lei che fa, signor Renzi, sta a guardare compiaciuto, riducendosi a lanciare i suoi strali solo contro la Pubblica Amministrazione ?  
Cordialmente ! 

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