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martedì 17 giugno 2014

Casaleggio e Grillo in mimetica da guastatori

Quando i media hanno diffusa la notizia che Casaleggio e Grillo avevano data la loro disponibilità, a Matteo Renzi, per discutere di riforme, come molti altri anch’io sono rimasto di stucco prima ancora che sorpreso.
Non ho ancora dimenticato, infatti, l’assurdo incontro di febbraio in cui uno spocchioso Grillo si rivolgeva a Renzi con parole tutt’altro che civili, del tipo: “tu rappresenti un potere marcio e non abbiamo nessuna fiducia in te”“provo totale indignazione per quello che tu rappresenti”“tu non meriti la mia stima”“sei una persona non credibile”, "non ho tempo da sprecare con te", etc.
Nelle settimane successive a quell’incontro, Grillo ha continuato a latrare ingiurie, volgarità, calunnie nei confronti di Renzi.
Come non restare sbigottiti, perciò, di fronte a questo improvviso slancio, verso un Renzi così deprecabile, da parte del dominus Casaleggio e del suo liberto Grillo?
A prima vista mi era sembrato un indecifrabile rompicapo, poi ho incominciato a leggerlo come il malcelato tentativo di tendere una trappola, a Renzi, sul percorso delle riforme, e non solo.
Perbacco, mi sono detto, non sarà che dopo il successo ottenuto dal PD alle elezioni europee ed il flop dell’hashtag grillino #vinciamonoi, i due infidi, Casaleggio e Grillo, abbiano indossata la mimetica per camuffarsi da guastatori e tentare di boicottare l’azione di Renzi e di incrinarne la credibilità ?
Ricordando, però, che Edoardo III, mentre raccoglieva la giarrettiera della Contessa di Salisbury aveva sentenziato “honi soit qui mal y pense!”, e non volendo vergognarmi per aver pensato male di Casaleggio e Grillo, sono corso a leggere il loro post per cercare possibili spiegazioni a questo strano voltafaccia.
Come prima bizzarria ho riscontrato che, dopo averlo denigrato per mesi come rappresentante di un “potere marcio”, come persona immeritevole di stima, come individuo non credibile, il burattinaio ed il suo burattino hanno deciso, all’improvviso, che Renzi fosse diventato un interlocutore affidabile solo “perché legittimato dal voto popolare” delle elezioni europee.
Una ridicolaggine ! Poteva bastare il risultato delle urne per redimere Renzi da tutte le nefandezze di cui Grillo lo ha accusato ?
Evidentemente, però, era necessario riabilitare Renzi prima di poterlo attirare nella trappola.
E la trappola, infatti, è scattata con l’indurre i media a diffondere una balla colossale.
Nel post, pubblicato sul blog di Grillo, si legge a chiare lettere: “se Renzi ritiene che la legge M5S possa essere la base per una discussione comune … batta un colpo. Il M5S risponderà”.
I due furbastri, Casaleggio e Grillo, perciò non si sono detti disponibili ad un confronto con Renzi sulle riforme; loro stanno semplicemente invitando Renzi a discutere della loro proposta di legge elettorale e niente altro.
Una legge elettorale che, a quanto dicono, sarebbe stata votata online dai circa 20/30 mila “iscritti” virtuali del M5S.
La solita carnevalata, e non solo perché si tratterebbe della proposta votata da “iscritti” virtuali del M5S, ma soprattutto perché il numero di questi “iscritti” virtuali avrebbe meno peso rappresentativo di quello degli abitanti di un qualsiasi popoloso caseggiato di Milano o Torino.
A rendere ancora più ridicolo il loro “generoso” invito, però, ecco che Casaleggio e Grillo nel post fissano una condizione: l’esito dell’eventuale confronto “dovrà comunque essere ratificato dagli iscritti al M5S”.
A questo punto è ragionevole domandarsi: ma il burattinaio ed il burattino ci sono o ci fanno ?
Cioè, dato e non concesso che il premier Renzi accetti l’invito e si trovi perfino d'accordo sulla legge elettorale del M5S, la sua decisione di capo del governo, dovrebbe essere ratificata da quei 20/30 mila virtuali “iscritti” del M5S ?
A concepire una tale scempiaggine non poteva essere che un fuori di testa come Grillo !
L’impressione è che, dopo aver sbraitata ai quattro venti la certezza di stravincere le elezioni europee, dopo aver promessa ai grullini una marcia su Roma con assedio del Quirinale e dimissioni del Capo dello Stato, dopo aver assicurato lo scioglimento immediato del Parlamento, Casaleggio e Grillo si siano ritrovati a fare i conti con il flop elettorale, con i maldipancia dei grullini frustrati, e con il sempre più rischioso isolamento politico.
Cosa fare, allora, se non tentare il recupero minando il credito e la popolarità di colui che li aveva ridicolizzati agli occhi degli italiani e degli stessi grullini?
A Casaleggio e Grillo, infatti, per ridare fiato ai loro schiamazzi basterebbe che Renzi stesse al gioco, accettasse l’incontro ma non condividesse la legge del M5S.
Nell’ipotesi, invece, che Renzi non accogliesse l’invito, Casaleggio e Grillo avrebbero sicuramente molti altri pretesti per schiamazzare.
Ma se, per caso, riuscissero ad ottenere da Renzi anche un solo flebile cenno di assenso alla legge proposta dal M5S, Casaleggio e Grillo avrebbero una chance favolosa per far dimenticare ai grullini il flop elettorale e tornare ad essere spocchiosi ed insolenti come sempre.
È evidente, infatti, che la trappola sia stata ideata in modo che qualunque cosa faccia Renzi, i due furbastri possano trovare spunti per cercare di uscire dal pantano in cui si sono cacciati, a meno che…
Appunto, a meno che Renzi non sia così abile da mettere in atto una contro-trappola, ad esempio ponendo lui come condizione che siano Casaleggio e Grillo, prima dell’incontro, a dare la loro disponibilità per un confronto a tutto campo sull’intero processo di riforme.
In questo caso le mimetiche da guastatori si scolorirebbero !

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