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domenica 22 settembre 2013

PD sugli scogli mentre bombolo straparla

Se qualcuno si era illuso, nelle scorse settimane, che l’Assemblea del Partito Democratico, in calendario per il 20 e 21 settembre, avrebbe sciolti tutti i nodi sulle modifiche statutarie e sulle regole congressuali, sarà rimasto ancora una volta deluso ed amareggiato.
L’unica decisione che sembrerebbe uscita da due giornate di incontri, è forse la data del congresso, 8 dicembre festa della Immacolata Concezione.
Non vorrei scivolare nel blasfemo … ma ho l’impressione che i Dem abbiano bisogno di un miracolo della Madonna per fare il loro congresso!
Non so come mai ma le vicissitudini del PD mi ricordano sempre più le traversie della Costa Concordia.
Come la Concordia, infatti, anche il PD è stato fatto naufragare sugli scogli da un comandante scriteriato ed inetto.
Mentre sul ponte di comando della Concordia c’era Schettino, su quello del PD c’era Pierluigi Bersani.
Stupisce, perciò, che, mentre a Schettino è stata sospesa la patente marittima, il PD non abbia ancora ritirata, a Bersani, la patente politica, lasciando che continui ad imperversare in lungo ed in largo.
Per venti mesi la Concordia è rimasta incagliata sul lato di dritta, sbattuta da marosi e raffiche di vento, esattamente come il PD, alla mercé delle sue molte correnti, di una nomenklatura autoreferenziale, di una schizofrenia autolesionista.
A raddrizzare, con successo, la Concordia ci ha pensato un imponente pool internazionale, di tecnici e specialisti, che ha progettata e realizzata ogni fase dell’operazione.
Per riassestare il PD si sono offerti alcuni volenterosi, più o meno credibili e competenti, da Civati a Cuperlo, da Renzi a Pittella.
Ma la domanda è: se per raddrizzare la Concordia ci sono voluti venti mesi, quanto tempo occorrerà per riportare il PD in linea di galleggiamento politico?
Non solo, ma nel PD chi sarà il Nick Sloane capace di recuperare una situazione così disastrata ?
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Nel secolo scorso, tra gli anni ’35 e ’50, conquistò molta popolarità un gruppo vocale femminile, il Trio Lescano.
Non ho avuto il piacere di assistere alle performance di “le ragazze dello swing”, e non per sufficienza ma solo per motivi anagrafici.
Mi è capitato, però, di ascoltare alcune delle loro canzonette di maggior successo, anni fa quando bazzicavo gli studi della mitica Radio City Milano 88.
Tra quelle spassose canzonette ce n’era una che mi ritorna in mente, come un flash, tutte le volte che in TV appare la figura di un noto personaggio politico.
Il ritornello della canzone, “Bombolo”, diceva:
“era alto così
era grosso così  
lo chiamavan bombolo
si provò di ballar
cominciò a traballar
fece un capitombolo.
Ruzzolò di qua
ruzzolò di là
come fa una palla,
per destin fatal
cadde in un canal
ma rimase a galla”
 
In effetti, il personaggio, al quale mi riferisco, è solito incedere con un passo saltellante, come se poggiasse i suoi piccoli piedi non sui sampietrini romani ma su un infinito tappeto elastico.
Quando poi si atteggia ad orlando furioso, come capita un giorno sì e l’altro pure, ho l’impressione che il tappeto elastico lo proietti in alto, ma non può essere altro che una impressione.
Questa macchietta è un condensato di cattiveria e di perfidia, ricorre a continue minacce e provocazioni per nascondere i suoi molti complessi.
È prigioniero, infatti, dei complessi che lo spingono ad avventurarsi in affermazioni e pensate assurde pur di porsi al centro dell'attenzione.
Un’ansia di protagonismo che lo trasforma in un fanfarone, destinato a galleggiare sempre nel canale del ridicolo.
Mesi fa, ad esempio, in campagna elettorale, architettò la restituzione agli italiani dell’IMU pagata nel 2012, rassicurando il suo padrone che in qualche settimana lui sarebbe riuscito a recuperare, dalla Svizzera, i fondi necessari.
Era una delle solite panzane, difatti fu sconfessato subito dalle autorità svizzere.
Come reagì una volta scornato?
Semplicemente evitando, da quel momento, di parlare ancora della restituzione dell’IMU 2012.
Nella sua sconsiderata ricerca di protagonismo è un recidivo.
Oggi, ad esempio, si ostina a prospettare al governo vaghe risorse in grado di evitare l’aumento dell’IVA, incurante del fatto che, quando gli chiederanno di indicarle, sarà incapace di dire qualcosa di serio.
Tanto per lui non ha importanza essere svergognato purché la sua faccia vada in TV. 
Per questo, non riesco a comprendere perché, nonostante il rosario di topiche documentate, i media continuino a concedergli così tanto spazio.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

sei ingiusto con bersani......ora che non è piu lui segretario non mi sembra che le cose vadano meglio.......bombolo si adice al piccolo perfido bonsai ahahah.........renzi non lo vedo in giro per il mondo a rappresentarci......sembra che sputi quando parla........ciaooooooooooooo

Alex di Monterosso ha detto...

Bersani, nonostante sia l'artefice della vittoriosa sconfitta del PD continua ad imperversare nel partito ed a condizionarlo con gli amichetti della parrocchia (infatti, lui resta un parroco di campagna).
Renzi, pur con molti difetti potrebbe essere, invece, artefice di un rinnovamento del partito e della sconfitta del berlusconismo ... e non mi pare poca cosa !!!