Google+ Followers

martedì 22 ottobre 2013

Angelino Alfano … prove di lana caprina

Angelino Alfano ed i suoi compari del PdL continuano a blaterare, da settimane, nel tentativo disperato di dimostrare che il Decreto Legislativo n. 235 del 31 dicembre 2012, più noto come Legge Severino, sia anticostituzionale perché, a loro dire, sarebbe retroattivo.
La sfrontatezza, con cui Alfano si scalmana nel sostenere questo insensato assunto, lo ha spinto perfino ad invitare il PD a condividere la stravaganza delle sue dissertazioni.
È chiaro che si tratti di un maldestro tentativo per dilatare ancora di più i tempi dell’ineluttabile decadenza da senatore di Berlusconi.
Peraltro, sabato la Corte di Appello di Milano, su invito della Corte di Cassazione, ha determinato in 2 anni il periodo di interdizione dai pubblici uffici del pregiudicato Berlusconi.
Ovviamente, Ghedini presenterà un nuovo ricorso … tanto per far trascorrere qualche altro mese, sempre che l’Aula del Senato non si decida, finalmente, a votare prima la decadenza proposta dalla Giunta delle elezioni.
Siamo di fronte ad un’indecorosa manfrina, concertata al solo scopo di ritardare l’uscita dal Parlamento di Silvio Berlusconi.
Perché si tratta di una manfrina ?
Semplicemente perché è una panzana inaudita l’idea di bollare come retroattivo il DL 325, una legge, d'altra parte, che nove mesi fa è stata votata dallo stesso Alfano e dai suoi compari senza che, in quel momento, fossero sollevati dubbi di incostituzionalità.
Ma cosa prescrivono gli Art. 1 e 3 del DL 235 ?
 
In tutto il testo la Legge Severino si riferisce sempre e solo a “condanne definitive”, vale a dire una sentenza passata in giudicato e non più appellabile.
Poiché la Legge Severino prende in considerazione esclusivamente il fatto che sia stata comminata una “condanna definitiva”, parlare di retroattività è semplicemente ridicolo e assurdo.   
Se poi valutiamo il caso del pregiudicato Berlusconi, tuttora senatore, il dettato dell’Art. 3 è chiaro ed inequivocabile: “Qualora una causa di incandidabilità (nel caso: condanna a 4 anni per frode fiscale) sopravvenga o comunque sia accertata nel corso del mandato elettivo …”.
Ad abundantiam, la sentenza definitiva a carico di Berlusconi è stata pronunciata dalla Corte di Cassazione il 1° agosto 2013, cioè sette mesi dopo l’entrata in vigore del DL 325 !
Poiché si vocifera che Alfano sia laureato in giurisprudenza e, per di più, sia anche avvocato, mi sorprende che non riesca ad afferrare che il verbo “sopravvenire” implichi che la “condanna definitiva” sia posteriore sia al fatto illecito che al relativo iter processuale.
Anche per questo il pensiero di Alfano sulla retroattività appare come una barzelletta.
Infatti, secondo Alfano, che non è uno sprovveduto viandante ma è stato ministro della Giustizia, la Legge Severino dovrebbe applicarsi solo ai reati commessi dopo il 31 dicembre 2012, data della sua approvazione.
Ora, immaginiamo che un reato sia commesso dopo tale data, considerando che dovrebbe prima essere scoperto, poi sottoposto a inchiesta, quindi processato attraverso i rituali tre gradi di giudizio, il primo caso di applicazione della Legge Severino potrebbe verificarsi, nella migliore delle ipotesi, non prima del 2025 !
Era a questo che pensavano Angelino Alfano ed i suoi compari quando hanno approvato il DL 325 ? 




2 commenti:

Michele Ricciardi ha detto...

Potremmo ricandidare Fiorito.

Alex di Monterosso ha detto...

Non mi sembra una idea da scartare !!!