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lunedì 28 maggio 2012

Cosa nasconde l’ultimatum di Vendola e Di Pietro a Bersani ?


Curiosando qua e là tra quotidiani, blog e TV, a proposito dell’ultimatum dato a Bersani da Vendola e Di Pietro, ho notato l’impegno di molti a spiegarlo come “voglia di sinistra”, “desiderio di dar vita ad una grande coalizione riformatrice”, “necessità di rispondere ai bisogni del Paese con un programma che contrasti il grillismo”, ed altri argomenti del genere.
Forse dipende dalla mia propensione a non avere né stima né fiducia nell’attuale classe politica e nel loro sincero impegno per fare gli interessi del nostro Paese e non il loro, forse sarò condizionato dai risultati delle recenti amministrative, fatto sta che tutti questi tentativi di interpretare l’ultimatum mi hanno fatto sorridere.
Proverò a spiegare perché sorrido ipotizzando il probabile scenario 2013.
  1. Se i sondaggi hanno un significato, anche solo di tendenza, sugli italiani il grillismo continua a fare presa al punto che il 40% degli elettori non esclude del tutto la possibilità di dare il proprio voto al Movimento 5 stelle.
  2. Il serbatoio elettorale dal quale il M5S ha attinto e, molto probabilmente attingerà in futuro è soprattutto, ma non solo, lo stesso sul quale fanno affidamento i due partiti antagonisti, SEL e IdV.
  3. Se nei prossimi mesi il Parlamento dovesse trovare l'accordo per approvare finalmente una nuova legge elettorale, è verosimile attendersi che si passi ad un modello con collegi a doppio turno.
  4. Per le elezioni 2013, quindi, gli attuali partiti si troverebbero a fare i conti con le due lame di una forbice : la possibile significativa affermazione del grillismo e l’elezione dei loro parlamentari praticamente al secondo turno.
Non è casuale che Maroni abbia iniziato già a far circolare la voce che molto probabilmente la Lega non si presenterà nel 2013 alle elezioni. Evidentemente, il futuro segretario Maroni non vuole assumersi la responsabilità di veder scomparire la Lega dalle aule parlamentari per colpa della “forbice”, non intravedendo, in questo momento, la possibilità di un apparentamento con quello che potrà essere nel 2013 il PdL.
Anche Vendola e Di Pietro, il gatto e la volpe, hanno compreso che senza il congiungimento con il PD entrambi i loro partiti correrebbero il concreto rischio di essere esclusi dal parlamento o, quanto meno, di portare a Roma una rappresentanza del tutto irrilevante.  
Così come si rendono conto che nei casi in cui i loro candidati dovessero essere esclusi dal secondo turno, e questi casi potrebbero non essere pochi, i loro elettori sosterrebbero al secondo turno il candidato PD, regalando così possibili successi a Bersani.
Ma la vera afflizione del gatto e la volpe è che, per colpa della “forbice”, rimarrebbero tagliati fuori dai finanziamenti pubblici … porca miseria !
Da questa preoccupazione ha origine l'ultimatum ! 

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