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domenica 13 maggio 2012

Il bizzarro anticomunismo di Berlusconi


Chi non ricorda le strampalate prese di distanza dai “comunisti” delle quali si è reso protagonista Berlusconi.
Più volte ha raccontata, alle istupidite platee che lo stavano ad ascoltare, la favola dei comunisti che facevano bollire i bambini per poi mangiarseli.
Altre volte ha invitate le solite platee, sempre più rimbambite, a saltare tutti insieme gridando “chi non salta comunista è”.
Non si è lasciata sfuggire neppure l’occasione per accomunare zingari e comunisti.
E' arrivato perfino a dare del "coglione" a chi avrebbe dato il voto alla sinistra, ovviamente "comunista".
Come non ricordare, infine, il quadro a fosche tinte che ama dipingere del “pericolo comunista” per la democrazia e la libertà.
Dopo essersi accorto, però, che le tante fregnacce, raccontate sui comunisti e sulla minaccia di un loro successo elettorale, non avevano più presa neppure sui suoi devoti fedelissimi, ha deciso di usare la parola “comunista” come un insulto da indirizzare a tutti coloro che davano prova di non essere striscianti e servili con lui.
Così, di volta in volta, ha vilipesi come “comunisti” i magistrati di ogni grado, i membri della Corte Costituzionale, i giornalisti non di sua proprietà, etc.
Mi sono più volte domandato come fosse conciliabile questa sua avversione viscerale per i comunisti con il rapporto, quasi morboso, che ha con l’unico vero comunista vivente sul pianeta, Vladimir Putin.
Una domanda angosciante alla quale ho trovate solo due plausibili risposte.
O Berlusconi ha scoperto di avere radicate affinità morali, culturali e politiche con l’oligarca Putin, cioè con colui che, dopo essere stato dal 1975 funzionario per poi diventare capo della spietata polizia segreta comunista, il KGB, è finito sotto inchiesta in Germania per “riciclaggio di denaro sporco”, per essere rieletto, oggi, per la terza volta presidente della Repubblica federale Russa, grazie a leggi “ad personam” e brogli elettorali.
Oppure, Berlusconi ha scoperte in Putin affinità esclusivamente goderecce, e per questo, appena può, corre a trascorrere gaudenti vacanze nella superprotetta dacia di Mosca, dove i festini con le escort locali non possono essere oggetto di indagine da parte della magistratura italiana.
Se poi, con le affinità morali, culturali e politiche si amalgamano anche quelle goderecce si arriva alla immedesimazione delle due personalità in una sola... per cui, di fatto, Berlusconi sarebbe il secondo vero comunista vivente sul pianeta !  
Sta di fatto che, in occasione delle elezioni amministrative, Berlusconi ha preferita la compagnia di Putin, a Mosca, a quella di Alfano, afflitto per la disfatta del PdL.
D'altronde come resistere al forte richiamo delle affinità ?

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