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giovedì 3 maggio 2012

Politici, contate fino a 10 …


Varrebbe la pena rispolverare un consiglio che da sempre le mamme danno ai loro figli “conta fino a 10 prima di parlare e dire stupidaggini”.
Contare fino a 10 è il modo bonario per raccomandare riflessione prima di sputare sentenze o fare asserzioni sconclusionate.
Se tanti politici, commentatori della carta stampata, sindacalisti e politologi seguissero quel consiglio, che di certo anche loro hanno ascoltato dalle loro mamme, solleverebbero meno polveroni e ci risparmierebbero molti inutili blablabla.
Lunedì Mario Monti ha comunicata, in conferenza stampa, la nomina di 3 commissari, Enrico Bondi per dare attuazione alla spending review, Giuliano Amato per studiare la disciplina dei partiti ed, infine, Francesco Giavazzi per analizzare il tema dei contributi pubblici alle imprese.
Non era ancora terminata la conferenza stampa che già entravano in fibrillazione politici e giornalisti, presi in contropiede ed innervositi dalle parole di Monti.
Maurizio Gasparri, Stefano Fassina, Fabrizio Cicchitto, Ignazio La Russa Susanna Camusso, Luigi Angeletti & Co. si affrettavano a sproloquiare di sfiducia del governo a se stesso”, di “non senso di queste nomine”, di “auto commissariamento del Governo”,  di “incarico affidato per rabbonire un editorialista critico” e di altre amenità del genere.
Non avevano capito che il primo vero messaggio che Mario Monti aveva voluto far arrivare a tutti era la sua intenzione di superare lo stato di paralisi in cui vorrebbero confinarlo i partiti, soprattutto PdL e PD, per realizzare, senza ulteriori indugi, anche gli interventi che i politici considerano indigesti.
Ad esempio: lotta alla corruzione, riduzione dei costi della pubblica amministrazione dove vivacchiano schiere di raccomandati e clientele improduttive, revisione dei costi della Casta, governance RAI, etc.
Il fatto è che o per appannamento mentale, o per ignoranza o per malafede, ai politici è sfuggito che ai nuovi commissari sarà chiesto di agire come project leader, cioè come tecnici dedicati che, potendo impegnarsi full time nell’incarico, saranno in grado di produrre proposte e risoluzioni entro scadenze molto ravvicinate.
Compiti che, evidentemente, non possono essere svolti in tempi brevi da Ministri giornalmente assorbiti a tempo pieno dalle loro responsabilità istituzionali.
Già, ma sarebbe sciocco da un lato pretendere che i politici sappiano chi sia e cosa ci si attenda dall’azione di un project leader, e dall’altro non rendersi conto del panico che ha colti i politici all’idea che Monti metta mano ad un vero risanamento.
In ogni caso, se avessero contato fino a 10 avrebbero evitato di sparare cumuli di cazzate.

1 commento:

Anonimo ha detto...

fino 10????????????????.....poco.....fino 100.....anzi......stare zitti......