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giovedì 17 maggio 2012

Test di incompatibilità tra PdL e lotta alla corruzione


Dirsi assolutamente sconcertati dal modo di pensare e di agire dei politici nostrani, sarebbe un eufemismo.
Non passa giorno, infatti, che non ci sia un valido motivo per disgustarsi di fronte alla loro incapacità e menefreghismo nell'affrontare e risolvere i problemi nell’interesse del Paese e non secondo la convenienza di questo o quel partito.
Ci sarebbe solo da prenderli a calci quando hanno anche la sfrontatezza di aprire bocca per parlare, con ipocrita deferenza, del “popolo sovrano” del quale, poi, con i fatti se ne fregano !
È noto da tempo, perfino ai sassi, che il “popolo sovrano” è schifato dal malaffare diffuso nella politica e dalla corruzione imperversante.
A spregio di questo sentimento popolare ogni giorno emergono nuovi casi di ruberie e truffe perpetrate da politici o dai loro conniventi.
È di queste ore la notizia dell’informazione di garanzia per “truffa ai danni dello Stato” inviata, dai Magistrati milanesi, a Umberto Bossi, il vessillifero della odiata “Roma ladrona”, ai suoi figli, Riccardo e Renzo, per “appropriazione indebita”, ed al senatore leghista Piergiorgio Stiffoni per “peculato”.
Anche da Bruxelles sono giunti inviti all’Italia affinché emani norme anticorruzione che si adeguino alle normative europee.
Ebbene, il decreto anticorruzione presentato dal Ministro Severino, è da ben tre mesi all’esame della commissione Affari costituzionali e Giustizia della Camera, e procede a passo di lumaca per il boicottaggio messo in atto scientemente dai rappresentanti del PdL.
Dopo aver tentato, per fortuna senza successo, di introdurre un emendamento sulla concussione che, di fatto, avrebbe salvato Berlusconi cancellando il “processo Ruby”, questa volta i berluscones sono riusciti a far approvare un emendamento che salverebbe i colpevoli di falso in bilancio.
A questo pasticciaccio, grazie al quale i berluscones sono riusciti a far passare l'ennesimo obbrobrio, è auspicabile che il Parlamento possa porre rimedio durante la discussione in aula. 
Comunque, ancora una volta si è avuta conferma che nel DNA dei berlusconiani è presente un gene in conflitto assoluto e permanente con ogni norma che combatta il malaffare, la corruzione, il peculato, la frode, la ruberia, il finanziamento illecito, la truffa, etc..
A pensar male si farà pure peccato, ma è troppo forte il sospetto che il PdL faccia di tutto pur di rassicurare quei berlusconiani ed i loro compari che hanno la coda di paglia ! Forse perché anche loro sono in attesa di un avviso di garanzia ?

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