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giovedì 13 marzo 2014

Chapeau per Michaela Biancofiore

Devo riconoscere, per onestà, che non ho mai nutrita simpatia per lei, al punto di fare zapping tutte le volte che lei fosse ospite in un talkshow televisivo.
In ogni caso, non mi era simpatica non certo per la diversità delle nostre visioni politiche.
Anche perché, in realtà, io sono posseduto, anzi, da un assurdo masochismo che mi induce ad ascoltare più volentieri coloro che hanno idee molto diverse dalle mie, per una spocchiosa fiducia nel riuscire, solo in questo modo, a consolidare le mie convinzioni.
Il fatto è che l’onorevole Michaela Biancofiore non mi era simpatica perché mi è sempre parsa una proselita berlusconiana, dogmatica ed ottusa, capace di osservare la realtà unicamente attraverso occhiali appannati da una faziosità intransigente e paranoica.
In questi giorni, però, assistendo al dibattito sulla ignobile legge elettorale, ho avuto modo di osservarla, agguerrita e determinata, nel proporre la “parità di genere”, anche in dissenso con le direttive impartite dal suo capogruppo, il mefistofelico Renato Brunetta.
Ha preso parte al malcontento bipartisan delle “parlamentari in bianco”, senza perdersi d’animo neppure quando l’egemonico maschilismo dell’aula ha respinte le loro istanze, una dopo l’altra.
Ma devo ammettere di aver provati stupore ed incredulità, questa mattina, quando Michaela Biancofiore ha presa la parola, a titolo personale, per motivare il suo voto in contrasto con la posizione assunta da Forza Italia.
Sul suo viso e nel suo timbro di voce era palese il turbamento emotivo nell’esprimere la sua amarezza proferendo queste parole: “Oggi mi sono vestita di nero perché la Camera sta celebrando il funerale della democrazia nella mia terra (Alto Adige) ed in Italia” … “il Senato deve cambiare questo obbrobrio o non rimetterò più la spilletta di Forza Italia”.
Chapeau Michaela Biancofiore !
Chapeau da uno che non voterà mai per lei, ma che ritiene doveroso rendere onore al coraggio della sua onestà intellettuale, proprio mentre molte altre sue colleghe, deposte le vesti bianche, si sottomettevano al volere dei loro capobastone.

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