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domenica 30 marzo 2014

Tavole berlusconiane : il primo comandamento

Non ho notizia che la vanità di Berlusconi si sia spinta fino a mettere nelle mani del fedele Sandro Bondi le tavole dei dieci comandamenti, come nell’Antico Testamento si narra che abbia fatto Dio con Mosè.
Ho il dubbio, però, che il signore di Arcore abbia escogitato, per i suoi lacchè, almeno qualcosa di molto simile al primo dei dieci comandamenti, imponendo loro il precetto: “non avrai altro idolo all’infuori di me”.
Un dubbio reso più che legittimo dall’ossessione con cui i suoi cortigiani, vicini e lontani, continuano a venerarlo svisceratamente nonostante i molti misfatti che ha commessi, qua e là, dentro e fuori la sua partecipazione alla vita politica.
Nei giorni scorsi, ad esempio, durante un dibattito televisivo sulla critica situazione ucraina, conseguente all’annessione della Crimea da parte della Russia, uno dei partecipanti ha fatta una affermazione che non so ancora se definire più sconcertante o più ridicola.
L’editorialista del quotidiano “Libero”, Davide Giacalone, riferendo le parole pronunciate poche ore prima da Berlusconi, “risolvere la crisi ucraina solo con le sanzioni non è un’idea saggia”, è arrivato ad affermare che erano le parole di quello che lui considera “il più grande statista europeo vivente”.
Esterrefatto ed incredulo mi sono affrettato a riavvolgere più e più volte il nastro per riascoltare quella asserzione, prima di capacitarmi che il signor Giacalone avesse davvero esternata una così madornale bestialità.
Umanamente è comprensibile che il signor Giacalone possa nutrire sentimenti di profonda riconoscenza nei confronti del signor Berlusconi che, come capo del governo, nel 2010 lo ha nominato presidente di DigitPA e, nel 2011, presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione.
Arrivare, però, ad affermare che Berlusconi sia “il più grande statista europeo vivente”, è una fregnaccia che non può essere giustificata da pulsioni né di riconoscenza né di devozione.
Per questo, suggerirei al signor Giacalone di leggere la definizione che il Dizionario Treccani dà di statista: “Uomo, donna di stato: persona che ha una profonda esperienza, teorica e pratica, dell’arte di governare uno stato”.
Ora, Berlusconi ha di certo una profonda esperienza … nelle arti ludiche e nei bunga bunga, ma senz'altro non eccelle nella “arte di governare uno stato”.
L’ex cavaliere, infatti, ha dimostrata tutta la sua insipienza presiedendo negli ultimi venti anni non uno, bensì quattro governi che la storia ricorderà solo per la loro inanità e per le “leggi ad personam”.
Anche dagli ambienti internazionali Berlusconi è sempre stato considerato un parvenu inaffidabile e tragicomico, e non solo per le sue esibizioni da guitto, ma anche per i legami personali di amicizia intrattenuti con individui non certo paladini della democrazia, da Gheddafi a Mubarak, da Janukovyč a Putin, per citarne alcuni.
La verità è che colui che Giacalone definisce, mi auguro per piaggeria e non per convincimento, “il più grande statista europeo vivente”, ha trascinato il nostro Paese sull’orlo di un baratro economico e sociale dal quale gli italiani, con fatica e sacrifici, stanno ancora cercando di salvarsi.
Ho il sospetto, perciò, che a Giacalone siano sfuggiti molti capitoli della storia italiana degli ultimi venti anni.  

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