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sabato 11 agosto 2012

Il Parlamento … agli esami di riparazione autunnali



Sui portoni di Montecitorio e di Palazzo Madama gli uscieri hanno esposto il cartello “chiuso per ferie”.
Dal 7 agosto, 630 deputati e 315 senatori sono in vacanza per non pensare più alla crisi e, soprattutto, ai milioni di italiani in difficoltà.
Le aule parlamentari formalmente riapriranno i battenti il 5 settembre alla Camera ed il 6 settembre al Senato.
Formalmente, perché poi, di fatto, solo l’11 ed il 12 settembre riprenderanno i lavori.
Un lungo periodo di vacanze dal quel gravoso e disagiato lavoro che è l'essere parlamentare, anche se, molti di loro in realtà non attendono agosto per andare in vacanza, come dimostrano gli scandalosi indici di assenteismo che si rilevano, tutto l’anno, sia alla Camera che al Senato.
Ma dell’assenteismo parlamentare ho già avuto occasione di parlare in precedenti post.
Questa volta vorrei soffermarmi, invece, sulla spudoratezza con cui questi 945 “galantuomini” hanno deciso di abbandonare quello che dovrebbe essere il loro posto di lavoro, infischiandosene di non aver portato a termine alcuni compiti importanti per i quali gli stessi “capibastone” si erano impegnati da mesi.
Nonostante le ripetute raccomandazioni del Capo dello Stato e le sollecitazioni pervenute dal “popolo sovrano”, continua ad essere uccel di bosco anche il solo abbozzo immaginario della nuova legge elettorale che dovrebbe sostituire l’indecente “porcellum”.
Ricorrendo ad una mossa bislacca e scriteriata, il PdL, incoraggiato dal ritorno di fiamma con la Lega, ha voluto scompaginare le carte per porre un freno alla riforma elettorale con l’assurda trovata del “presidenzialismo”.
Ora, assurdo non è tanto l’idea del “presidenzialismo”, quanto piuttosto non tener conto che, trattandosi di modifica costituzionale, per attuarla non sarebbe sufficiente l'approvazione a maggioranza da parte di Camera e Senato.
Credo, però, che le ragioni per cui PdL e Lega si siano riavvicinate, pur di boicottare la riforma elettorale, siano altre ed inconfessabili.
Da un lato, ad esempio, la contrarietà a ridurre il numero dei parlamentari, e dall’altro la paura che, con una nuova legge, passi il principio della non candidabilità di ogni individuo indagato o condannato, principio che finirebbe per falcidiare  le file elettorali sia del PdL che della Lega.
Non ci resta che aspettare fiduciosi per scoprire se questo deludente Parlamento riuscirà a superare gli esami di riparazione autunnali.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ma per uscieri ti riferisci ai membri del corpo di polizia parlamentare? Agli unici addetti alla sicurezza che possono accedere all'interno dei palazzi? Insomma agli Assistenti Parlamentari?
No perché usciere mi sembra una definizione un tantino offensiva........