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sabato 25 agosto 2012

Nuova legge elettorale … dove sta l’imbroglio ?


Può darsi che si … o può darsi che no … o chissà !
Ad oggi sul progetto della nuova legge elettorale, che dovrebbe mandare al macero il “porcellum”, solo indiscrezioni, dichiarazioni confuse, “stop and go”, discrepanze!
Comunque, dopo ben nove inviti pressanti da parte del Presidente Napolitano, pare che i partiti si siano finalmente dati una mossa.
Da quello che si riesce ad intuire al momento, i tre partorienti, cioè il solito trio ABC, starebbero per dare alla luce una legge che non sarebbe né maggioritaria pura all’inglese, né proporzionale pura alla tedesca.
Se ho ben capito, quindi, starebbero per propinarci una legge meticcio, partorita con il forcipe delle solite furbizie all’italiana che ritoccando il maquillage lasciano immutate le cose.
Se qualcuno dovesse mai leggere questo post, arrivato a questo punto potrebbe pensare : “ma che disfattista !”.
Non so se il mio sia disfattismo o meno, certo è però che, negli anni, ho imparato a fidarmi sempre meno di questa classe politica, ingegnosa nel ricorrere ad ogni forma di catenaccio pur di proteggere se stessa.
Ecco perché, nelle indiscrezioni fin qui trapelate, mi sembra di scorgere già alcune furberie mirate a turlupinare l’elettore.
Tra le maggiori critiche mosse al “porcellum” c’era quella di aver derubato l’elettore, con l’introduzione delle “liste bloccate”, del sacrosanto diritto di scegliere il suo rappresentante parlamentare.
Orbene, che cosa contemplerebbe il progetto della nuova legge elettorale ?
I parlamentari verrebbero eletti per il 50% ancora in base a “liste bloccate”, e per il restante 50% con il sistema dei “collegi uninominali”.
Già, ma siccome ad indicare il candidato per il “collegio uninominale” sarà ancora e sempre il partito, all’elettore verrebbe un'altra volta sottratto il diritto di scegliere il proprio rappresentante.
Il tutto anche alla faccia dell’auspicato rinnovamento della classe politica !
Infatti i partiti farebbero in modo di piazzare ai primi posti delle “liste bloccate” i soliti noti, e candiderebbero nei “collegi uninominali”, ritenuti sicuri, sempre i soliti noti.
Il risultato è che avrebbero la certezza di occupare ancora uno scranno in Parlamento i matusalemme della politica italiana, da D’Alema a Cicchitto, da Rosy Bindi a La Russa, da Pisanu a Finocchiaro, da Gasparri a Casini, da Fini a Veltroni, da Bersani a Berlusconi, da Livia Turco a La Malfa, da Bonino a Franco Marini, etc. etc. etc.
Difatti, a quanto è dato di sapere la nuova legge non prevedrebbe né un tetto al numero dei mandati parlamentari, né tantomeno l'attesa riduzione del numero dei parlamentari.
Altra indiscrezione che mi lascia perplesso è quella relativa alla “soglia di sbarramento del 5%”.
Il meritevole intendimento sarebbe stato quello di ridurre l’attuale assurda presenza frammentata in Parlamento di partiti e partitini, se non che, per salvare capra e cavoli, ecco che il trio ABC sembrerebbe intenzionato a ricorrere ad un’altra furberia.
Sarebbe sufficiente, cioè, per un partito superare la soglia del 5% in sole 3 regioni per accedere in Parlamento, anche se i voti raccolti pesassero, a livello nazionale, solo per un 1 o 2% !
Ora, basterebbe dare un’occhiata agli ultimi sondaggi per rendersi conto che, con questo trucco il trio ABC si propone di assicurare una ciambella di salvataggio ad una pletora di movimenti e partitini, da SEL a FLI, da MPA a IdV, da Lega a FdS, etc.
Come se ciò non bastasse, lo stesso ricorso ai “collegi uninominali” consentirebbe comunque l’occupazione di uno scranno, alla Camera o al Senato, da parte di un movimento che abbia ottenuta la vittoria in un solo collegio, con un peso a livello nazionale dello 0,0001% !
Ancora una volta sembra imporsi il principio gattopardiano del “cambiare per non cambiare nulla” !

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