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domenica 18 agosto 2013

A volte si è orgogliosi di essere italiani

Mi capita raramente, purtroppo, di cogliere la magnificenza dell’altruismo in un qualche gesto che faccia dimenticare perfino le brutture del quotidiano per qualche minuto.
Se poi si tratta di un gesto, compiuto da concittadini, così fantastico da meritare l’attenzione dei media di mezzo mondo e finire sulle prime pagine della stampa internazionale, allora va a finire che, per qualche ora, ritrovo l’orgoglio di essere italiano.
Anche perché è più frequente che sulle prime pagine della stampa estera il nostro Paese ci finisca, invece, per il malaffare di qualche politico, per il degrado di Pompei, per le conseguenze di un terremoto, per il disprezzo della giustizia, e via dicendo.
Ebbene, questa volta a farmi inorgoglire sono stati gli ospiti della spiaggia di Pachino, in provincia di Siracusa.
Sulla spiaggia molti bagnanti, rilassati al caldo sole siciliano, stavano serenamente godendo il mare ed il riposo ferragostano.
Inaspettatamente, però, a poche decine di metri dalla riva un fatiscente barcone, stracolmo di migranti, finiva incagliato.
In men che non si dica decine di quei vacanzieri, prima che le unità di soccorso, allertate, giungessero sul posto, si sono gettate in mare organizzando una catena umana per portare in salvo i poveri sventurati che tentavano di raggiungere la riva.
Tra i 160 migranti, soccorsi dai bagnanti, c’erano 50 bambini e diverse donne incinte.
Uno slancio di generosità che ha fatto il giro del mondo.
Sfortunatamente, però, per concittadini io non ho solo i generosi bagnanti della spiaggia di Pachino, ma devo condividere la mia italianità anche con individui mediocri e meschini.
Farò un nome a caso: il vice segretario della Lega Nord, Matteo Salvini.
Così, mentre mezzo mondo plaudiva la generosità dei vacanzieri siciliani, il vice segretario di una Lega, ormai corrosa da liti intestine, si esibiva in una delle sue consuete testimonianze di insensatezza scagliandosi contro il Capo dello Stato che aveva avute parole di elogio per quella dimostrazione di solidarietà.
Oddio, è anche vero che non ci si dovrebbe più sorprendere per le scempiaggini di Matteo Salvini che, solo pochi giorni prima, si era già messo in mostra attaccando la Ministro Kyenge.
Fatto sta che, questa volta, il vice segretario della Lega ha postato, su un social: “Napolitano dice che la catena umana per i migranti nel mare di Siracusa fa onore all’Italia. Che palle! Ora li manterrà il signor Napolitano? A quando, caro ex-comunista una catena umana per aiutare i 4 milioni di disoccupati italiani?”.
Proprio citando la disoccupazione, Matteo Salvini evidenzia tutti i suoi limiti non solo comportamentali ma anche di conoscenza della realtà di cui si vanterebbe essere impegnato conoscitore.
Infatti, poche ore prima che lui postasse quelle frasi, al Corsera un imprenditore veneto di sicuro successo, Giovanni Pagotto, a capo di Arredo Plast SpA, azienda in costante crescita, dichiarava: “Il 90% dei dipendenti del comparto produzione è straniero, i capiturno sono in larga misura extracomunitari … C’è che gli italiani non hanno fame”.
Evidentemente, Salvini non ha ancora afferrato che anche i collaboratori extracomunitari di Arredo Plast SpA contribuiscono al PIL nazionale, ma soprattutto gli sfugge che, probabilmente, tra gli extracomunitari, aiutati dai bagnanti di Pachino, ci potrebbero essere quei lavoratori che Giovanni Pagotto sta aspettando per poter sviluppare il suo business e far crescere il PIL.

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