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giovedì 12 luglio 2012

Un dubbio : i sindacati ci sono o ci fanno ?


Sono trascorsi non molti giorni da quando Maurizio Landini, segretario generale FIOM-CGIL, si commosse alla sentenza del Tribunale del Lavoro di Roma che imponeva a FIP l’immediato reintegro di 145 lavoratori nello stabilimento di Pomigliano.
Come uno sprovveduto, però, Landini non aveva considerato che essendo al completo l'organico dello stabilimento di Pomigliano, richiedere l’esecuzione della sentenza avrebbe comportato o il licenziamento di 145 lavoratori già da tempo impiegati o il ricorso alla cassa integrazione per oltre 280.000 ore/anno.
Ma il signor Landini non è l’unica persona geniale che sta di casa nel mondo sindacale italiano !
È di queste ore la notizia che in seguito all’incorporazione di INPDAP (Istituto nazionale previdenza dipendenti pubblica amministrazione) l’INPS, dovendosi sobbarcare i disavanzi portati in dote da INPDAP, chiuderà il 2012 con una perdita di 6 miliardi, ed il 2013 ed il 2014 con perdite annuali di circa 7 miliardi.
È lecito interrogarsi se questo sconquasso, che viene da lontano, non comporti un problema di sostenibilità dell’intero sistema pensionistico.
Un sindacalista buontempone, commentando la notizia, ha dichiarato che la responsabilità di questa situazione è di chi ha deciso di attuare il “blocco delle assunzioni”.
Parole che esprimono una logica diabolica che si traduce in: l’assunzione di un lavoratore è un diritto che deve prescindere dall’esistenza o meno di un posto di lavoro … per cui il “blocco delle assunzioni” potrebbe configurarsi perfino come comportamento antisindacale !
Con questo assurdo postulato la pubblica amministrazione, con il passare degli anni, è diventato un carrozzone costoso, inefficiente e malandato.
Ma, ritorniamo a INPDAP ed alle sue traversie.
Era il 1973 quando il Governo Rumor, ebbe la brillante idea di concedere la facoltà di andare in pensione a coloro che non ne avessero maturato il diritto.
Questa scellerataggine fu  concepita ed attuata con l'accordo dei sindacati che, soddisfatti di aver trovato lo "scivolo" per accompagnare le riduzioni degli organici, non si preoccuparono affatto degli effetti che quella scelta avrebbe avuto negli anni futuri.
Nacquero così le cosiddette “baby pensioni” che incidono, ogni anno, sulle casse INPDAP per ben 7,4 miliardi di euro, e sulle casse INPS per 2,1 miliardi.
A godere di questa assurda liberalità sono stati 535.752 fortunati che hanno iniziato a percepire la pensione in età compresa tra i 30 ed i 50 anni.
Oltre il 60% di “baby pensionati” risiede nelle regioni del nord, e 240.000 “baby pensionati” hanno lasciato il lavoro prima dei 45 anni, come, ad esempio, la moglie di Bossi,  Manuela Marrone, andata in pensione a 39 anni, l’onorevole Antonio Di Pietro che percepisce la pensione dall’età di 44 anni, e 2 bidelle, simbolo di questo scandalo italiano, andate in pensione all’età di 29 e 32 anni !
Per troppi decenni, quindi, l’Italia è stato il paese della cuccagna, dove “spendere e spandere”, senza preoccuparsi di quello che sarebbe successo, era diventata la religione di tutti.
A questo sfrenato gozzovigliare hanno partecipato naturalmente anche i sindacati tutti, senza distinzione di sigla.
Oggi, però, al Paese viene chiesto di pagare il conto dei debiti fatti in decenni di scialacquamenti  !
Ha voglia Bonanni, segretario nazionale CISL, di ripetere la solita tiritera “bisogna trovare i soldi”, perché le casse dello Stato sono vuote e restano purtroppo solo debiti, anche quelli fatti da Bonanni e dai suoi predecessori.
Le responsabilità, perciò, della rovinosa condizione in cui versa il Paese sono di tutti, dei governi che si sono avvicendati, dei politici che si sono preoccupati solo di massimizzare il loro tornaconto, dei sindacati che hanno approfittato di ogni situazione per conquistare illusori e fragili benefici che, oggi, pesano come palle di piombo sul “sistema Italia”.
Auguriamoci di non veder mai arrivare alle nostre frontiere gli “ufficiali esattori” incaricati dai paesi creditori di riscuotere i loro crediti, perché allora per noi italiani sarebbe veramente il momento della disperazione.

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