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sabato 21 luglio 2012

Un venerdì con il botto ... e che ne sarà di noi ?


Erano settimane che i profeti di sventure diffondevano previsioni angoscianti su come la speculazione internazionale sarebbe arrivata a colpire l'Italia sui mercati finanziari, pur di demolire l'euro.
A dire il vero l'attacco avrebbe dovuto avvenire nel mese di agosto, approfittando della "chiusura per ferie" del nostro Paese.
Non a caso lo stesso Ministero del Tesoro aveva deciso di rinviare le aste di BOT e BPT, previste per agosto, proprio per non cadere nella trappola speculativa.
Purtroppo, presi dall'impazienza gli speculatori si sono fatti sentire in anticipo e venerdì 20 luglio è iniziata la bagarre.
Mentre ferrati economisti e commentatori si affannano a capire cosa stia succedendo, puntando il dito contro la Spagna che vive ore drammatiche, da semplice cittadino mi domando quali possano essere le conseguenze ed i possibili scenari.
Tanto per cominciare ... aumenterà ancora il prezzo della benzina.
Scherzi a parte, la domanda che mi pongo non riguarda il prezzo della benzina, da tempo inspiegabile e fuori controllo, ma: "come reagiranno i nostri politici ?".
La arlecchinesca maggioranza che ha sorretto, fin qui, il Governo Monti si sta liquefacendo, giorno dopo giorno, in vista delle elezioni politiche.
Sulle probabili alleanze elettorali la nebbia appare sempre più fitta, anche se negli ultimi giorni va riprendendo corpo l'asse PdL - Lega, ammesso che tra Bossi e Maroni non si arrivi alla "disfida di Pontida" con, politicamente parlando, morti e feriti.
Il PD vive il suo inesauribile ed inquietante ondeggiamento tra il fidanzamento con UDC o il matrimonio con SEL e, forse, IdV.
IdV è sempre più impegnata nel tallonare il M5S con comportamenti e dichiarazioni fuori dalle righe, pur di accaparrarsi il voto di qualche grillino.
I sondaggi, tutti, evidenziano che difficilmente dalle urne potrebbe uscire un vincitore netto, in grado di assicurare stabilità di governo.
Ed allora ? Cosa ci riserva il futuro a breve ?
Innanzitutto credo che Monti si sia reso conto che  aver imposto un trattamento "lacrime e sangue" non è servito a tirar fuori il Paese dal rischio del baratro, anche perché le difficoltà dell'Europa e dell'euro sono tali da travolgere i paesi con economie asfittiche e debiti sovrani fuori controllo.
L'imprevisto ed urgente incontro, svoltosi in settimana, tra il Capo dello Stato ed il Presidente del Consiglio, probabilmente era dettato proprio dal prevedibile aggravarsi della situazione e dalle sue conseguenze.
E' possibile che Napolitano e Monti stiano pensando ad anticipare il ricorso alle urne, dando vita ad una crisi di governo pilotata ?
Come reagirebbero i mercati di fronte a questa ipotesi, con l'incertezza del risultato elettorale e della successiva politica economica ?
Oppure l'Italia chiederà aiuto all'Europa rinunciando a quel che resta della sua sovranità nazionale ?
Se l'incertezza degli scenari preoccupa me, comune cittadino, mi fa incazzare che non angosci la politica.
I nostri politici, infatti, noncuranti di questa situazione sempre più insopportabile per gli italiani, confermano la loro dappocaggine, andando avanti con le loro beghe interne, con il giocherellare sulla legge elettorale, con il bloccare la riduzione dei parlamentari, con lo spartirsi la RAI, con la difesa dei loro privilegi, con il gioco del toto-candidato, etc.
Dopo la "primavera araba" per poter cambiare questo stato di cose ci vorrebbe una coraggiosa "primavera italiana".

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