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domenica 29 luglio 2012

"Voto di preferenza" non vuol dire "voto di scambio"


Accade sempre più di frequente che io senta il desiderio di ringraziare il destino per avermi tenuto lontano dalla politica e dalle sue assurdità.
E' accaduto anche oggi, quando ho apprese le ultime notizie sui tentativi di riforma della legge elettorale.
Premetto che ho detestato fin dal primo giorno il "porcellum", un nomignolo secondo me azzeccato per richiamare alla mente il personaggio che ha concepita una tale porcheria.
Credo di non essere il solo italiano che, dal "porcellum", si sia sentito defraudato di una delle pochissime chance democratiche che ancora avevo come cittadino: quella di esprimere il "voto di preferenza" per indicare il candidato più consono a rappresentarmi.
Mi sembrerebbe giusto, perciò, che una nuova legge elettorale innanzitutto mi restituisse la possibilità di votare per chi voglio e non per una "lista bloccata" nella quale il segretario del partito ci abbia infilati parenti, amici, amanti, vecchi ciarlatani della politica, fino a soggetti di dubbia moralità.
Eppure sembra proprio che questo desiderio, che credo comune alla maggioranza degli italiani, sia il principale pomo della discordia che renda inconciliabili le posizioni assunte dai partiti della attuale caleidoscopica maggioranza.
In questo insopportabile scaricabarile tra PdL e PD sembrerebbe, però, che Bersani sia il più recalcitrante ad accettare il ripristino del "voto di preferenza", con il pretesto che potrebbe degenerare nel "voto di scambio".
Probabilmente, nelle aree del Paese dove la criminalità organizzata va a braccetto con la politica il "voto di scambio" potrebbe essere un pericolo reale.
Privare, però, milioni di cittadini di un loro diritto democratico solo perché forse alcune decine di migliaia potrebbero farsi corrompere, sarebbe un po' come mettere in galera una intera comunità solo in base al sospetto che in quella cittadina vivano alcuni manigoldi.
Non sarebbe molto più semplice, e più logico, che i partiti facessero opera di prevenzione espellendo dalle loro file chi intrattiene relazioni di affari o di familiarità con ambienti della criminalità organizzata ?
Già, ma che stupido che sono ! Forse ai partiti fa comodo avere nei propri ranghi personaggi collusi con la criminalità, ed il "voto di preferenza" concesso ai cittadini rischierebbe di rompere le uova nel paniere, magari escludendo dalle stanze dei bottoni proprio  i soggetti immischiati con la criminalità .
"A pensar male si fa peccato... ma spesso ci si indovina !" (aforisma di Giulio Andreotti).
Per questo puzza di abietta ipocrisia la proposta del PD di sostituire al "voto di preferenza" i "collegi uninominali", sostenendo che, in questo modo l'elettore conoscerebbe prima e voterebbe poi il candidato che lo rappresenterebbe poi in Parlamento.
Ma questa è una colossale presa per i fondelli ! Il candidato del "collegio uninominale", infatti, lo sceglierebbe sempre la segreteria del partito e non l'elettore !
Altro pomo della discordia che sembra ostacolare la riforma della legge elettorale sarebbe la attribuzione del "premio di maggioranza" o "premio di governabilità".
Il buon senso vorrebbe che il premio fosse attribuito al partito che, su scala nazionale, abbia ricevuto il maggior numero di consensi.
Pretendere, come fa Bersani, che il premio sia aggiudicato non al partito ma alla coalizione è un non senso.
E se, in una tornata elettorale non si formassero coalizioni prima del voto ? E se a vincere le elezioni non fosse una coalizione ? E se la coalizione, dopo il voto, si dividesse a cosa sarebbe servito il "premio di governabilità" ? Perché non premiare, invece, il partito che è stato maggiormente votato dall'elettorato, lasciandolo libero, forte del peso acquisito, di formare una colazione dopo il voto ?
Oggi ho una occasione in più per ringraziare il destino di avermi tenuto lontano dai politici e dalle loro assurdità !

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con te....interessarsi di questa politica è come entrare in un "pollaio"!!!!!

Alex di Monterosso ha detto...

Ma è un pollaio con troppi galli !