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mercoledì 20 giugno 2012

I sindacati, una brigata di smemorati e farisei


Anche domenica Angeletti, Bonanni e Camusso, erano tutti e tre in piazza a protestare contro il Governo.
Come la bislacca maggioranza che fa finta di sostenere il Governo, anche il sindacato ha il suo bizzarro trio ABC.
Strana coincidenza !
Nel corso della mia vita lavorativa non ho mai presa la tessera né di un partito né di un sindacato perché, osservandoli, mi sono capacitato che politici e sindacalisti appartengano a quella razza di individui che antepongono sempre, agli interessi dei loro rappresentati, il loro meschino tornaconto. 
Come non restare sgomenti di fronte a due personaggi, Angeletti e Bonanni, che nelle piazze o davanti ai microfoni si accalorano in difesa dei diritti acquisiti dai lavoratori, poi, di fatto, si fanno sodomizzare da Sergio Marchionne, sottoscrivendo per la FIAT accordi che fanno scempio di molti diritti dei lavoratori ?
Per compiacere Marchionne, Angeletti e Bonanni hanno perfino polemizzato con la amicuccia di merende, Susanna Camusso, ma sembra che nessuno se ne ricordi più.
Cosa dire della cagnara che l'ABC sindacale sta scatenando sul delicato problema dei cosiddetti "esodati" ?
Se con questa orrenda parola, esodati, si intendono coloro che oggi sono stati di fatto già espulsi dal sistema produttivo con la prospettiva, in base ad accordi siglati in sede governativa, del pensionamento immediato, il loro numero è sicuramente determinabile con precisione.
Se invece l'ABC sindacale vuol far passare come "esodati" anche coloro che rischiano il loro posto di lavoro, oppure sono in cassa integrazione speciale che prima o poi avrà termine, allora evidentemente il trio ABC sta ciurlando nel manico, come si dice dalle mie parti.
Il malizioso tentativo di far passare come "esodati" quelli che non lo sono oggi e forse non lo saranno neppure in futuro, riporta alla memoria la sconcezza delle famigerate "baby pensioni".
Con l'assenso sindacale, dal 1973 ben 531.725 lavoratori del settore pubblico, d'età compresa tra i 30 ed i 50 anni, sono andati in pensione con un numero molto ridotto di anni contributivi.
Due esempi su tutti: Manuela Marrone, moglie di Umberto Bossi, è andata in pensione come insegnante all'età di 39 anni, ed Antonio Di Pietro, leader dell'IdV, è andato in pensione come magistrato a 44 anni !
L'indecenza delle "baby pensioni" costa ogni anno al sistema pensionistico 9,5 miliardi.
Se invece i 531.725 babypensionati fossero andati in pensione secondo i dettami del sistema pensionistico, lo Stato avrebbe risparmiato dal 1973 ad oggi oltre 148 miliardi di euro.
Quante manovre lacrime e sangue sarebbero state risparmiate agli italiani, se il sindacato non avesse sostenuto questo sconcio ?

1 commento:

Anonimo ha detto...

pienamente d'accordo con te..se cera bisogno di ..riformarmare le pensioni..bastava dire..40 anni di contributi x tutti...senza guardare l'eta' anagrafica..