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venerdì 1 giugno 2012

Il PD riesce a sfuggire ad ogni rinnovamento


Che l’elettorato sia schifato dell’attuale sistema partitico non dovrebbe essere più una novità per nessuno, visti anche i livelli di astensionismo ed i voti ottenuti dal Movimento 5 Stelle alle ultime amministrative.
L’istanza espressa dagli elettori, di rinnovamento e svecchiamento delle idee e delle facce, è così insistente che, se non accolta con immediatezza, potrebbe mettere a rischio la stessa rappresentatività degli eletti.
Di quale autorevolezza, infatti, godrebbe nel Paese un parlamento eletto da meno del 60% dell’elettorato ?
Eppure, non sarebbe difficile soddisfare le aspettative del “popolo sovrano” se non fosse che al vertice dei partiti  bivaccano marpioni vecchi ed obsoleti, però esperti nell’imbrogliare le carte.
Prendiamo, ad esempio, il caso del Partito Democratico.
Nel febbraio 2008 l’Assemblea Costituente del PD approvò lo Statuto poi modificato, in alcune sue parti, nel maggio 2010.
Al Capo IV, articolo 18, comma 8, lo Statuto prevede furbescamente il modo per impedire che siano capacità, competenza e merito a promuovere il candidato alla Presidenza del Consiglio, ruolo di vitale importanza strategica per il Paese.
Infatti, unico requisito richiesto è quello di essere segretario dell’apparato di partito come risulta dal testo: “Qualora il Partito Democratico aderisca a primarie di coalizione per la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri è ammessa, tra gli iscritti del Partito Democratico, la sola candidatura del Segretario nazionale.”
E' mai possibile che all'interno del PD solo Bersani possa essere candidato alla Presidenza del Consiglio ? Roba da ridere !
Al Capo V, articolo 21, comma 3, lo Statuto prevederebbe correttamente che “Non è ricandidabile da parte del Partito Democratico per la carica di componente del Parlamento nazionale ed europeo chi ha ricoperto detta carica per la durata di tre mandati.”
A parte il fatto che 3 mandati rappresentano pur sempre 15 anni di presenza in Parlamento, vale a dire un lungo soggiorno, comodo e ben retribuito, tuttavia i furbi del partito sanno come violare e raggirare le norme dello Statuto, a dispetto di ogni apertura al rinnovamento.
Infatti, tra le file del PD, attualmente siedono in Parlamento, pur avendo superata abbondantemente la soglia di 3 mandati, 43 deputati su 206 (= 21%) e 35 senatori su 112 (= 31%) !
Se poi consideriamo che ben 14 di questi personaggi soggiornano sugli scranni del Parlamento italiano da oltre 25 anni si comprende perfettamente  perché il “popolo sovrano” non ne possa più di vedere le loro facce ed esiga lo svecchiamento !

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