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lunedì 7 luglio 2014

Non mi piace Renzi … ma neppure Grillo (2a. puntata)

Se su un immaginario ring si affrontassero l’ambiguità di Matteo Renzi e la insensatezza di Beppe Grillo, il malcapitato arbitro si troverebbe in serio imbarazzo per la impossibilità di decretare la prevalenza dell’una sull’altra.
Sul perché diffido delle troppe ambiguità di Renzi e dei suoi oscuri inciuci con Berlusconi, ho avuto modo di soffermarmi a lungo nella prima puntata di questo post.
Ora, invece, cercherei di motivare perché non mi fido di Beppe Grillo, del suo atipico rapporto con Gianroberto Casaleggio, delle mille idiozie che va predicando, delle sue sceneggiate rabbiose, ma soprattutto delle misteriose ragioni per le quali si incaponisca nel recitare, sulla scena politica, l’improbabile ruolo di cerbero.
Credo che non sia possibile parlare di Beppe Grillo senza ricordare che ad inventarlo come personaggio politico ed a fargli da spin doctor sia stato Gianroberto Casaleggio, allo scopo di trasformarlo in uno strumento per fare business.
Infatti, se il sito di Grillo è entrato nella classifica dei 100 blog più visitati al mondo, il merito è senza dubbio della Casaleggio Associati che non solo lo gestisce, ma che ne cura anche i rapporti con gli inserzionisti per la vendita degli spazi pubblicitari.
È sempre la Casaleggio Associati che cura la distribuzione dei libri e dvd che hanno Beppe Grillo come autore o protagonista.
Dal momento che negli ultimi giorni, sul Web e sui giornali, sono apparse molte foto che ritraggono Beppe Grillo sfoggiare occhiali da sole griffati “Beppe Grillo”, si può ipotizzare che, dopo le t-shirt decorate con gli slogan del M5S, il merchandising, per lo sfruttamento della popolarità di Grillo e del M5S, sia destinato a svilupparsi.
Una conferma che, per Casaleggio Associati, Grillo ed il M5S rappresentino soprattutto una ghiotta opportunità per fare soldi ?
Può darsi !
D’altra parte Grillo ha di certo il suo tornaconto personale.
Ad esempio, come potrebbe Grillo andare in giro a vantarsi di essere invitato a pranzo alla Ambasciata USA ed a quella britannica, e come potrebbe prendere parte ai ricevimenti presso Ambasciata e Consolato USA, senza le entrature della Casaleggio Associati ?
Già, perché tra i soci della Casaleggio Associati c’è Enrico Sassoon, un personaggio che, tra molti prestigiosi incarichi, ha anche quello di Board Member e Presidente del Comitato Affari Economici della American Chamber of Commerce in Italy, oltre ad essere un membro italiano del Bilderberg, i cui incontri annuali sono preclusi ai media ed al pubblico.
Antonio Di Pietro, che di rapporti oscuri con i diplomatici USA in Italia vanta una sicura esperienza, consolidatasi ai tempi di “mani pulite”, potrebbe domandarsi “Ma che c’azzecca Beppe Grillo con questi ambienti così elitari?”.
Forse che Grillo sia solo un fantoccio nelle mani oltre che di Gianroberto Casaleggio, anche delle diplomazie americana ed inglese ?
Mi si scusi una curiosità banale: al cospetto di ambasciatori e consoli, Grillo sfoggia la stessa volgarità che riserva a noi, poveri italiani?
Me lo domando perché Grillo, tra l’altro, ha fondata l’università della barbarie politica e lessicale, per addestrare i suoi seguaci ad usare villania e turpiloquio nel dibattito politico.
La barbarie, che Grillo continua ad inculcare nei suoi seguaci, ha però superato ogni limite fino a diventare non più tollerabile, proprio come è avvenuto, ad esempio, nei giorni scorsi.
Per ricordare la scomparsa dell’attore e scrittore Giorgio Faletti, la responsabile web a Montecitorio del M5S, Debora Billi, ha postato su Twitter: “Se ne è andato Giorgio.Quello sbagliato#faletti”, con una chiara allusione a Giorgio Napolitano, Capo dello Stato.
Censurata perfino da molti militanti e simpatizzanti del M5S, Debora Billi è stata costretta a chiedere scusa al Presidente della Repubblica.
Gli italiani si sarebbero attesi che Casaleggio o Grillo formulassero le scusa a nome del M5S, invece nulla.  
Esistono, però, anche altri validi motivi per prendere le distanze da Grillo e dalle assurdità comportamentali che caratterizzano il suo modo di attraversare la politica.
Ad esempio, dopo 15 mesi di un aventino parlamentare con il miraggio di strabilianti successi elettorali, strombazzati ai quattro venti, all'improvviso, dopo essere usciti scornati dalle urne, Casaleggio e Grillo hanno ordinato ai loro galoppini di rendersi disponibili al confronto con il Governo Renzi.
Si potrebbe pensare: meglio tardi che mai!
Peccato, però, che l’Italia abbia perso un anno e che per colpa loro Renzi si sia buttato nelle braccia di Berlusconi.
Casaleggio e Renzi, strateghi da fiera paesana !   
La stessa irragionevolezza con la quale Casaleggio e Grillo gestiscono da sempre il M5S!
Dopo aver ripudiati con ignominia alcuni militanti, rei solo di aver partecipato a talk show televisivi, dopo pochi mesi Beppe Grillo si è profuso in esibizioni per gli schermi di LA7 e RAI, consentendo ai militanti del M5S, da quel momento, di affollare gli schermi di tutte le TV.
Ma chi può essere così irresponsabile da riporre fiducia in questa coppia di sbalestrati o, peggio ancora, di affidare loro la guida del Paese ? 

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