Google+ Followers

venerdì 7 settembre 2012

Il perfido e machiavellico Cicchitto getta la maschera


Che alla brigata berlusconiana fosse indigesta qualsiasi norma finalizzata a combattere corruttori e corrotti, lo si era capito da tempo.
Che fino ad oggi i berluscones si fossero architettati ogni possibile espediente per ostacolare e rallentare il decreto anticorruzione, era sotto gli occhi di tutti.
Che, però, il "fossile" della brigata, Fabrizio Cicchitto, fosse così spudorato da respingere, a tamburo battente, la raccomandazione del Presidente del Consiglio perché si acceleri l'approvazione del decreto anticorruzione, beh... neppure il più maligno antiberlusconiano lo avrebbe supposto.
Non solo, ma le parole del "fossile" contengono anche un palese ricatto !
O si approvano le norme contro le intercettazioni e per la responsabilità civile dei magistrati, oppure il PdL farà barricate per non far passare la legge anticorruzione. Sic et simpliciter !!!
A qualsiasi persona di buon senso verrebbe da domandarsi che cavolo di connessione ci sia tra "corruzione - intercettazioni - responsabilità civile dei magistrati".
Evidentemente il buon senso fa a cazzotti con la congenita disonestà dei berluscones.
La perfida logica machiavellica del "fossile" e dei suoi compari di brigata, a pensarci bene, è lampante.
Domanda: come sono stati scoperti molti episodi di corruzione ?
Risposta: per mezzo delle intercettazioni !
Quindi, se si approva una norma che limita od addirittura vieta l'uso delle intercettazioni, moltissimi misfatti corruttivi non potranno più essere scoperti.
Domanda: ma perché collegare allora alla corruzione ed alle intercettazioni anche la responsabilità civile dei magistrati ?
Risposta: se un magistrato, anche senza più intercettazioni, dovesse smascherare un reato di corruzione si troverebbe esposto alla intimidazione della responsabilità civile. Infatti, se il giudice, già nel primo grado di giudizio, ritenesse di non condannare corrotto e corruttore, il magistrato inquirente (PM) potrebbe essere citato in giudizio, da corrotto e corruttore, con la richiesta di risarcimento dei danni.
Introducendo la responsabilità civile, perciò,  il PdL vuole, di fatto, porre un vero e proprio condizionamento psicologico all'attività inquisitiva di qualsiasi magistrato, attività che per il magistrato, peraltro, non è facoltativa ma resa obbligatoria dall'art. 112 della Costituzione.
Conclusione, quanti dei misfatti (non solo corruttivi !), commessi in particolare dai pidiellini, non sarebbero venuti a galla in questi anni, perché l'inquirente sarebbe stato frenato, psicologicamente, dalla intimidazione della responsabilità civile ?

5 commenti:

Anonimo ha detto...

personaggio obbrobrioso.

atticus ha detto...

un omuncolo, patetico squallido omuncolo da niente. Aveva ragione mio nonno che, riferendosi a gente simile, soleva dire: "quand la merda la munta in scagn, o la spusa o la fa dann".

Anonimo ha detto...

E' solo uno dei tanti inaffidabili che con la scusa di governare l'Itlia, vogliono ritagliarsi un'Italia a modo loro come padroni indiscussi. Che vergogna pagare e lasciare in circolazione tipi del genere.

Anonimo ha detto...

La vergogna e lo squallore NON HANNO LIMITI !!!

Anonimo ha detto...

ma perche' non muore questo viscido lurido vecchio e pure piduista