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sabato 1 settembre 2012

Carlo Maria Martini, un grande italiano ci ha lasciati.


Ieri, venerdì 31 agosto, presso l'Aloisianum, Istituto di Sudi Filosofici retto dalla Compagnia di Gesù, alle ore 15:45 si è spento il Cardinale Carlo Maria Martini, già Arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002.
Se ne è andato dopo aver rifiutato l'accanimento terapeutico.
Torinese di nascita, nel 2005 partecipò al Conclave per l'elezione del nuovo Pontefice e, secondo le cronache dell'epoca, respinse la sua possibile candidatura, appoggiata dall'ala più progressista del collegio cardinalizio, cosciente del grave morbo di cui già avvertiva l'approssimarsi.
Riconosciuto come uno dei più colti ed insigni studiosi e esegeti della Bibbia, si è impegnato per tutta la sua vita nella coraggiosa ricerca del dialogo tra cristianesimo ed ebraismo.
Uomo sensibile ed attento a tutti i problemi sociali, ha fatta sentire la sua influente parola nelle molte situazioni difficili, ed a volte drammatiche, che hanno tormentata la Lombardia negli oltre venti anni del suo magistero.
Un uomo di Chiesa troppo progressista per essere ascoltato in Vaticano, ma troppo autorevole per essere messo da parte.
Le sue convinzioni, ad esempio, favorevoli al concedere le adozioni di minori anche a coppie non sposate, o all'uso degli anticoncezionali, od alla procreazione assistita, così come la sua contrarietà all'accanimento terapeutico, sono state subite ma mai condivise dalla Curia romana.
Lo ricordo, già Arcivescovo di Milano, alla vigilia del Natale 1980, arrivare senza cerimoniali per celebrare Messa nel freddo capannone di una grande industria gallaratese, per portare il suo messaggio di pace e serenità ad alcune migliaia di lavoratori reduci da una dura e lunga vertenza sindacale.
Anche se sono un non credente e diffido di chi dell'abito talare ne fa un mestiere, nutro sincero rispetto per quei religiosi, purtroppo pochi, che fuori da ogni liturgia vivono con e per la gente, cercando di condividerne ed alleviarne le fatiche del vivere quotidiano.
Per questo oggi sono intimamente rattristato per la morte di questo religioso che è stato un grande italiano ed al quale rivolgo il mio semplice grazie per gli insegnamenti laici che mi ha dati.

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