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martedì 11 settembre 2012

Ma tu investiresti in Italia ?


Ieri a Roma c'è stata la ennesima manifestazione di 600 operai della ALCOA di Portovesme, per protestare contro la chiusura dello stabilimento, prevista per l'8 ottobre 2012.
La manifestazione, legittima per la difesa dei posti di lavoro, è stata turbata, però, da scontri con la polizia, lancio di bombe carta e petardi, 20 feriti e contusi di cui 14 appartenenti alle forze dell'ordine.
A conclusione della frenetica giornata di incontri la Alcoa Inc, multinazionale americana proprietaria dello stabilimento, ha accolta la richiesta di spostare dall'8 ottobre al 1° novembre l'avvio della procedura di spegnimento degli impianti che si concluderà con la fine di novembre.
Di fatto, sul tavolo del Ministro Passera permane un duplice spinoso problema.
La preoccupazione, da un lato, per la perdita di 600 posti di lavoro in un territorio, il Sulcis, già pesantemente colpito dalla crisi occupazionale, e dall'altro la consapevolezza che, con la chiusura definitiva dello stabilimento di Portovesme, l'Italia perda anche l'ultimo impianto produttore di alluminio primario, il cui fabbisogno nazionale, già oggi,  è soddisfatto per quasi il 90% dalle importazioni.
Il Ministro Passera si è impegnato a cercare, nei prossimi giorni, di stringere i tempi con la multinazionale svizzera Klesch per valutare il reale interesse a rilevare gli impianti di Portovesme ed a quali condizioni il semplice interesse possa tradursi in un vero e proprio piano di acquisizione.
Certo è che, agli eventuali negoziatori svizzeri, lo scenario presenta più di un motivo per indurli a procedere con i piedi di piombo attraverso accorte riflessioni e valutazioni.
Ad esempio, la stessa manifestazione di ieri, degenerata in scontri con la polizia ed il lancio di bombe carta, potrebbe non costituire il miglior viatico per sedersi con serenità al tavolo negoziale.
Da sciogliere c'è poi il nodo dell'energia elettrica, di cui è vorace il processo produttivo dell'alluminio, il cui costo in Italia è tale da renderne non competitiva la produzione.
Gli aiuti di Stato in campo energetico, di cui ha potuto godere la ALCOA fino a quando l'Unione Europea è intervenuta, non sono più nella disponibilità del Ministro Passera.
Non poche perplessità, poi, avranno i negoziatori Klesh dopo aver ascoltate le parole del Ministro Severino che, domenica a Cernobbio, ha definita la corruzione in Italia "una tassa del 20% sugli investimenti stranieri".
A completare il quadro, già di per sè poco allettante per i negoziatori Klesh, si inserisce, proprio oggi, la presentazione di un referendum popolare con il quale i promotori vorrebbero rimettere in discussione la "riforma del mercato del lavoro", appena approvata dal Parlamento, con il ripristino del "art. 18".
Di certo, infine, i negoziatori svizzeri si interrogheranno su quale potrebbe essere il nuovo assetto politico italiano dopo le elezioni 2013.
Per questo, riflettendo su uno scenario così composito mi sono domandato: ma se fossi nei panni dei negoziatori Klesh deciderei a cuor leggero di investire nello stabilimento di Portovesme ?
Per mia fortuna, a ogni buon conto, non lo sono !

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