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mercoledì 5 settembre 2012

L'astensionismo rende il Parlamento meno autorevole ?


Oramai credo che possiamo rassegnarci.
Nel 2013 si andrà a votare con il "porcellum" e saranno di nuovo i partiti a decidere candidati ed eletti.
Il "popolo sovrano", che i politici di tanto in tanto ricordano con sfacciata ipocrisia, ancora una volta non conterà un cavolo e non potrà scegliere i propri rappresentanti.
D'altra parte non c'era da farsi illusioni.
Con il gioco a scaricabarile, che va avanti da mesi, il deplorevole terzetto, Alfano - Bersani - Casini, ha menato per il naso tutti noi e lo stesso Capo dello Stato che, a più riprese, aveva caldeggiata una nuova legge elettorale.
Peraltro, è lo stesso avvilente terzetto che aveva già dimostrata tutta la sua inettitudine a proposito dell'impegno di ridurre il numero dei parlamentari.
Credo che sia palese la volontà dei partiti di lasciare le cose come stanno per impedire che siano gli elettori a scegliere i propri rappresentanti.
Nella Casta serpeggia la paura fottuta che il "popolo sovrano" possa scegliere facce nuove e mandare a casa i fossili che bivaccano da decenni nel Parlamento.
Infatti, la maggior parte dei politici, di ogni stampo e colore, si è resa conto di non essere più tollerata dalla maggioranza degli italiani, a causa del crescendo di incapacità e di ignavia dimostrato negli anni, e si aggrappa all'unica arma di autodifesa che possiede, quella di negare all'elettore il "voto di preferenza".
E l'elettorato come reagirà ?
Anche in questi giorni i sondaggi indicano che più di un elettore su tre manifesta l'intenzione di non recarsi alle urne, e che tra indecisi, schede bianche ed astensionisti, si arriva a superare il 50% dell'elettorato potenziale.
Se le indicazioni dei sondaggisti fossero confermate nel 2013, si arriverebbe all'elezione di un Parlamento non rappresentativo, di fatto, di buona parte del "popolo sovrano" schifata da politici e partiti.
Sarebbe legittimo domandarsi, a questo punto, perché mai non si debba tener conto di questo dato di fatto per immaginare, ad esempio, che il numero dei parlamentari eletti sia determinato in misura proporzionale alla reale percentuale degli elettori che abbiano deposte le schede nelle urne.
Sarebbe un modo serio ed efficace per costringere politici e partiti ad impegnarsi nel dare prova di capacità e laboriosità allo scopo di convincere un maggior numero di elettori a votare.  
Esemplificando l'idea: se effettivamente, nel 2013, il 35% dell'elettorato potenziale decidesse di astenersi, perché mai con il denaro pubblico si dovrebbe finanziare il mantenimento di un 35% di parlamentari, praticamente non voluti da quella parte del "popolo sovrano" che, con l'astensione avesse manifestata la volontà di non voler affidare a nessuno il proprio mandato ?
Aspettarsi, però, che questa Casta sia disposta a tener conto ed a rispettare la volontà del popolo elettore sarebbe un'autentica utopia !

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