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domenica 14 ottobre 2012

3 buone ragioni per disertare le primarie


Che cosa ci si poteva attendere da esponenti di una politica vecchia e paludosa, sennonché producessero moltissimo fumo senza neppure una parvenza di arrosto ?
Questa è la desolante conclusione alla quale gli elettori di centrosinistra, che non abbiano già consegnato il loro cervello all’ammasso, possono giungere dopo aver letta l’impalpabile e nebulosa “carta d’intenti” sottoscritta da PD, SEL e PSI.
D’altra parte non era difficile prevedere che una coalizione così scombinata, ed ideologicamente inconciliabile, potesse partorire solo il “vuoto politico”.
Una “carta d’intenti” così inconsistente, nei suoi contenuti fumosi e demagogici, da far sorgere perfino il dubbio che sia stata redatta dagli stessi copywriter che, per vent’anni, hanno riempiti di panzane i programmi elettorali di Berlusconi.
Un libro delle illusioni, scritto da qualcuno che, non solo finge di ignorare la difficile realtà del nostro Paese, ma che non tiene conto delle palesi antinomie, ideologiche e culturali, che farebbero a cazzotti nel momento stesso in cui la scombinata coalizione fosse chiamata a dettagliare contenuti, definire priorità, stabilire modalità e tempi di attuazione, degli “intenti della carta”.
Sarebbe troppo facile individuare, fin d’ora, chi sarebbero i protagonisti di lotte intestine così aspre da rendere inattuabili gli “intenti”.
Ecco perché questa “carta d’intenti” rappresenta l’ennesimo tentativo della vecchia ed infida politica per prendersi ancora una volta gioco degli italiani.
E, con queste premesse l’elettore dovrebbe anche darsi la pena di partecipare alle “primarie” accettando le regole imposte da Bersani ?
“Suvvia, ragassi ma non schersiamo!” si potrebbe dire scopiazzando la dizione bersaniana.
Ha più di una valida ragione, infatti, l’elettore (del centrosinistra) per astenersi dalle “primarie” in programma per domenica 25 novembre 2012.
1.     La convinzione che la disomogeneità, culturale ed ideologica, dei soggetti che partecipano a questa coalizione, sarebbe causa di contrasti così aspri da impedire l’azione di un eventuale governo di centrosinistra.
2.     Il rifiuto a sottoscrivere, come atto di fede, una “carta d’intenti”, vaga, priva di programmi, senza priorità ed incapace di indicare dove si troveranno le risorse necessarie.
3.     L’indisponibilità ad inserire il proprio nome e cognome nel ”Albo delle elettrici e degli elettori” del centrosinistra che, una volta reso pubblico, violerebbe il diritto alla “segretezza del voto” sancito dall’art. 48, comma 2, della Costituzione.
Non sarebbe stato meno ipocrita circoscrivere la possibilità di partecipare alle primarie solo a chi esibisca la sua tessera di iscrizione a PD, SEL e PSI ?

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