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sabato 6 ottobre 2012

Assessore… vada a lavorare in miniera !


Era ora che Mario Monti si svegliasse dal lungo letargo in cui era sprofondato dopo essersi accanito, con efferatezza, a sparare balzelli a raffica contro gli italiani.
Mi domando se fosse proprio necessario attendere che venissero alla luce le nefandezze di Fiorito & Co., perché Monti comprendesse che sarebbe stato suo dovere intervenire per arginare gli sperperi, di denaro pubblico, commessi dalla politica.
Prima di prendere di mira lavoratori e pensionati, prima di imporre nuove gabelle agli italiani, sarebbe stato ragionevole attendersi che il Professore si dedicasse, da subito con determinazione e zelo, a moralizzare gli sperperi del denaro pubblico che è, d’altra parte, sempre denaro dei contribuenti.
Questa volta, perciò, non mi consola per nulla il detto “meglio tardi che mai”.
C’è solo da augurarsi che questo sia l’inizio di un percorso, per la moralizzazione della spesa pubblica, che il Governo Monti voglia imboccare finalmente con serietà e fermezza.
Così come c’è da sperare che Monti non faccia marcia indietro, sui tagli decretati alla dilapidazione del denaro pubblico, e non si lasci intenerire dai piagnistei dei politici e dalle eventuali lamentele dei partiti.
A proposito di piagnistei, mi hanno fatto imbestialire le parole dell’assessore regionale lombardo, Raffaele Cattaneo, pidiellino doc e formigoniano di ferro.
Questo sconsiderato individuo, appena appresa la sforbiciata adottata dal Governo, ha pensato bene di affidare al web la sua afflizione perché dal 30 novembre riceverà uno stipendio di soli 4.500 euro, invece dei 6.420 euro percepiti fini ad oggi.
“Sono rovinato!” ha dichiarato questo spudorato soggetto, ignorando che milioni di lavoratori vivono con circa 1.000 euro al mese e centinaia di migliaia di pensionati campano anche con molto meno.
Il futuro “morto di fame”, Raffaele Cattaneo, tra l’altro dimentica che, oltre allo stipendio della Regione, percepisce anche i compensi come consigliere della “SEA” e come membro del Consiglio di sorveglianza di “Infrastrutture Lombarde SpA”.
Dopo questo vergognoso sfogo, augurerei a Raffaele Cattaneo, ormai in miseria, di trovarsi un lavoro in una catena di montaggio oppure in una miniera con un salario mensile di circa 1.000 euro.
Solo così sperimenterebbe che cosa significhi effettivamente la parola “lavorare”, ma soprattutto cosa voglia dire ”tirare avanti” con soli 1.000 euro al mese. 

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