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mercoledì 24 ottobre 2012

Una spacconata di Matteo Renzi


Certamente, Matteo Renzi, come si direbbe a Milano ha fatto “il ganassa”, affermando che con lui il PD sarebbe al 40% mentre, con Bersani, non potrebbe andare oltre il 25%.
Una smargiassata puerile e campata in aria, che il “rottamatore” fiorentino non è stato in grado di suffragare, neppure con un sondaggino fatto tra amici.
Messa da parte la spacconata di Renzi, però, i sondaggi, diffusi in queste ultimi giorni, suggeriscono qualche riflessione.
Anche se mancano ancora 5 o 6 mesi alla “chiamata alle urne” degli italiani, e le nebbie avvolgono, a tutt'oggi, molti partiti, tuttavia si confermano alcuni elementi significativi.
Ad esempio, il peso attribuito agli astensionisti ed agli indecisi continua a mantenersi intorno al 50%, ridimensionando così, di fatto, il significato delle performance delle formazioni politiche, riconosciute loro solo da metà dell'elettorato.
Il successo del M5S, accreditato oramai come secondo partito con il 16%, conferma che Grillo ha fatto il pieno di tutti i voti di protesta, provenienti dalle aree politiche di ogni colore, perché schifati dall’indecente spettacolo che la classe politica si affanna di offrire, giorno dopo giorno.
Tuttavia, il crescente successo ottenuto, fin qui, dal “grillismo”, sembra non aver intaccato il valore costante, del più o meno 50%, che i sondaggisti, da tempo, attribuiscono all’area degli astensionisti e degli indecisi.
È un dato, questo, che potrebbe voler dire, ad esempio, che molti elettori moderati abbiano scelto di posteggiarsi, in stand-by, nel box dell’astensionismo, in attesa di conoscere programmi ed alleanze.
Se, il giorno delle elezioni, questa ipotesi si dimostrasse fondata, i voti moderati, usciti dal garage, potrebbero sconvolgere del tutto ciò che indicano i sondaggi di questi giorni.
Infatti, ad esempio:
1.     i movimenti di centrodestra, potrebbero riprendere fiato e recuperare influenza nel panorama politico;
2.     il movimento M5S, potrebbe uscirne ridimensionato, assestandosi comunque su un apprezzabile 9/11%;
3.     il PD, infine, potrebbe pagare a caro prezzo l'abbraccio troppo frettoloso con la sinistra radicale di Vendola.
Certo, è solo un’ipotesi di fantapolitica, però non è neppure credibile che il 50% degli elettori italiani possa decidere di stare alla finestra e non partecipare con il proprio voto alla scelta del nuovo governo.
Non resta, perciò, che far trascorrere i giorni seguendo, con curiosità, le metamorfosi, ammesso che si verifichino, nello scenario politico.

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