martedì 9 ottobre 2012

Anche il New York Times ci ricorda i disastri della politica


In prima pagina, sul New York Times di ieri, un articolo dal titolo “Corruption seen as steady drain on Italy’s south”, vale a dire la corruzione come un drenaggio continuo nel sud Italia.
Nel sottotitolo, a rincarare la dose si afferma che l’autostrada Salerno Reggio Calabria è il “simbolo del fallimento dell’Italia”.
L’articolo, a firma di Rachel Donadio, corrispondente da Roma, prende spunto dallo “stato di salute” di questa famosissima autostrada, i cui lavori, iniziati nel lontano 1960, non sono ancora ultimati, per focalizzare l’attenzione su tre aspetti che, secondo l’articolista, sono particolarmente significativi.
 
1.     La dilapidazione del denaro pubblico, a causa di una diffusa corruttela incuneata in ogni dove.
2.     La collusione della politica con la criminalità organizzata, che trova la sua più evidente espressione nel “voto di scambio”.
3.     Lo spreco dei fondi europei, oltre 47 miliardi di euro in 10 anni, che è causa di preoccupazione e di crescente diffidenza che, i Paesi del Nord Europa, provano verso il nostro Paese e la nostra classe politica.

Ora, che l’autostrada Salerno Reggio Calabria sia, ad oggi, ancora un’opera incompiuta dopo oltre 50 anni di lavori e miliardi e miliardi di investimenti, è un dato di fatto incontestabile.
Che tutta la classe politica, da destra a sinistra, si sia sputtanata, di legislatura in legislatura, promettendo il completamento dell’opera è innegabile.
Che, soprattutto nelle regioni del Sud, sia diffusa la logica del “voto di scambio” che, da sempre, vede protagonisti molti esponenti politici e la criminalità organizzata, lo dimostrano le inchieste della magistratura ed i processi.
Per questo, leggendo l’articolo del NYT, non ho potuto fare a meno di sorridere ripensando ad alcune dichiarazioni, di questi ultimi giorni, rese a stampa e TV dai nostri politici.
Da Bersani ad Alfano, da D’Alema a Cicchitto, tutti si sono spesi nel sostenere che il Governo Monti deve essere considerato solo una parentesi accidentale perché “il potere deve ritornare alla politica”.
Già, ma a quale politica ?
La stessa politica che annovera nel suo curriculum il fallimento della Salerno Reggio Calabria e delle mille altre opere incompiute od in disuso sparse sul territorio nazionale ?
Per nostra fortuna, Rachel Donadio ha ignorati, nel suo articolo, gli ospedali costruiti a metà, o completati ma mai entrati in funzione, oppure le attrezzature ospedaliere finite nei sotterranei, od anche i cavalcavia costruiti senza raccordarli con le strade di accesso, e via discorrendo.
Sono queste le credenziali di quella classe politica, obsoleta ed incapace, che anela a ritornare al governo dell’Italia ?

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