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mercoledì 11 aprile 2012

Il pasticciaccio di via Bellerio 18


Ieri sera, ascoltando le parole contrite che l'ex Grande Barbaro Bossi pronunciava dal palco della "festa dell'orgoglio padano" molti si saranno chiesti "ma c'è o ci fa".
Ma come ? Prima chiede scusa per le malefatte commesse da chi porta il suo stesso cognome (e molto probabilmente non voleva riferirsi solo ai figli) e poi ecco che tira fuori la storiella del "complotto".
Se chiede scusa ai militanti leghisti Bossi è consapevole, chiaramente, che i suoi figli qualche cosa di disdicevole l'abbiano commesso.
Quindi, cosa c'entra il complotto ? E poi, un complotto da parte di chi ?
A meno che Bossi non intendesse alludere ad un complotto ordito dai figli, in combutta con la "badante" Rosy Mauro, per metterlo in difficoltà e farlo fuori.
Ma il solo pensiero che quel grandissimo genio di "il Trota" possa aver architettato qualcosa del genere fa scompisciare dalle risa.
Così come è apparsa grottesca la piagnucolosa autodifesa che, in quelle stesse ore, Rosy Mauro azzardava, nell'insulso salotto vespiano di "porta a porta", al solo scopo di giustificare il perché del suo rifiuto a dare le dimissioni.
"Io non c'ero e se c'ero dormivo", sembra essere, in sostanza, l'incredibile spiegazione di colei che, per anni, è stata considerata la "zarina" della Lega, sempre in prima fila a fianco di Bossi.
E proprio la gestione della "zarina" sarà il primo vero e complicato nodo che Maroni ed i suoi colleghi triumviri dovranno cercare di sciogliere in tutta fretta.
Infatti, anche qualora la espellessero dal partito, Rosy Mauro continuerà ad essere "senatrice leghista" e vice presidente del Senato, ed i triumviri sanno molto bene che non c'è espulsione dal partito che possa estrometterla da questi status.
Se mettiamo insieme le idiozie commesse da Belsito, l'inverosimile "non sapevo" di Umberto Bossi, le truffe di Renzo e Riccardo Bossi, le barricate della "badante" e le lotte interne che scatenerà il "cerchio magico", il pasticciaccio di via Bellerio darà un bel filo da torcere a Maroni & Co.

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