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mercoledì 27 febbraio 2013

Che ne sarà dell’Italia ?


L’unica nota positiva di questa tornata elettorale è la certezza che ci sarà risparmiato lo sgradevole spettacolo di Berlusconi ubriaco.
Nel corso di un comizio a Milano, infatti, il Cavaliere aveva promesso che avrebbe presa una solenne sbornia se la lista, Scelta Civica con Monti, fosse stata esclusa dal Parlamento.
Aldilà, però, di esserci sottratti a questa disgustosa performance, i risultati elettorali non offrono alcun motivo per rallegrarsi.
La evidenza d’ingovernabilità, uscita dalle urne, in meno di 24 ore ha già prodotti i primi effetti negativi.
Non solo la borsa ha fatto registrare un sonoro tonfo, ma lo spread ha ripreso ad impennarsi con le inevitabili ripercussioni sui tassi di interesse dei nostri titoli di Stato.
Anche se l’insigne economista di Arcore considera lo spread solo “un imbroglio”, ieri i BOT semestrali sono stati collocati con un tasso d’interesse dell’1,23%, contro lo 0,73% di quindici giorni fa, il che ha comportato un maggiore costo per le finanze pubbliche, e quindi per tutti noi, di € 42.500.000.
Già si prevedono almeno 2 punti in più di interesse che lo Stato, e quindi noi italiani, dovremo pagare sulle emissioni di titoli a medio e lungo termine.
Temo, purtroppo, che queste avvisaglie rappresentino solo l’aperitivo di un amaro pasto che ci toccherà mangiare nei prossimi mesi.
Sono questi, infatti, i primi indicatori determinati da un risultato elettorale che ha visto vincitore perdente Bersani e la coalizione di centrosinistra, ed un assodato vincitore, Beppe Grillo con il suo M5S.
Lo tsunami Grillo si è abbattuto sullo scenario politico mandando all'aria le certezze di Bersani che già si apprestava a far scorrere fiumi di champagne per festeggiare il suo ingresso a Palazzo Chigi.
Di fronte alla sua palese incapacità di gestire il vantaggio di 5 o 6 punti percentuali che, solo quindici giorni fa, i sondaggisti ancora gli accreditavano, era ragionevole attendersi, da Bersani, un gesto di onestà intellettuale, le dimissioni.
Invece l’idea non deve averlo neppure sfiorato se, nonostante la batosta, insista nell’immaginarsi a capo del futuro governo.
È evidente che o ha cattivi consiglieri, oppure non ha intelligenza e serenità per rendersi conto in quale cul de sac ha infilato il suo partito, ma soprattutto il nostro Paese.
Convintosi di essere un leader, dopo aver vinte le primarie taroccate, non ha saputo cogliere il vento di rinnovamento che imperversava sulla politica italiana, ed ha fatto assegnamento sull’avvizzita nomenklatura del PD.
Così è andato a sbattere contro il M5S che, invece, ha saputo tesaurizzare i sentimenti di disgusto verso il degradato ed inefficace modo di intendere la politica, ed ha cavalcato il bisogno di cambiamento.
Di certo Grillo, e M5S, sono i veri protagonisti nuovi di questa tornata elettorale, pur rappresentando, però, anche la indecifrabile incognita del come vorranno e sapranno gestire il mandato che il 25% degli elettori ha conferito loro.
Solo in parte sorprendente, invece, la rimonta realizzata dall’armata brancaleone del centrodestra, grazie al guitto imbonitore, Berlusconi, che si è speso, ancora una volta, promettendo agli elettori la luna nel pozzo.
Se ancora ce ne fosse bisogno, questi risultati elettorali confermano che almeno metà degli italiani, quando è nella cabina elettorale, vota con la pancia.
La quarta forza, presente nel futuro Parlamento, sarà rappresentata dagli eletti della lista Scelta Civica con Monti.
Molti opinionisti hanno giudicato un flop il risultato ottenuto da questo movimento politico che, secondo loro, sarebbe stato inferiore alle attese.
Personalmente non condivido questo giudizio, prima di tutto per il rispetto dovuto agli oltre 3.200.000 di elettori che hanno espresso il loro voto a favore di una formazione del tutto nuova, e poi perché si tratta di un movimento che ha preso forma soli 50 giorni prima dell’appuntamento elettorale, con carenza di strutture e mezzi per affrontare una competizione politica così esacerbata.
Una riflessione a parte, invece, meritano gli insuccessi delle ali estreme dello scenario politico, solo due delle quali entreranno in Parlamento grazie al traino delle coalizioni di appartenenza, mentre tutte le altre saranno costrette a tornarsene a casa con le pive nel sacco.

2 commenti:

umberto marielli ha detto...

Buon giorno Alex,
1) Mi offende vivere in un Paese abitato, per metà, da imbecilli e mascalzoni, gente che crede a Berlusconi per grullaggine e gente che ne ha bisogno per continuare a fare i suoi piccoli traffici al riparo da qualsiasi regola.
2) Sono contento dell'affermazione straordinaria del movimento 5 stelle, in contraddizione con quanto ho pensato in questi mesi. Sono contento, innanzitutto perché la fluidità di un movimento ha vinto sulla rigidità dei partiti. Poi perché manderà in Parlamento gente giovane e, per ora, pulita.
3) Infine perché minaccia il centrosinistra: “Attenti, se continuate così, sarete spazzati via”, dovranno far fuori i vecchi dirigenti, rivedere la scala di priorità, ricominciare da capo. Con umiltà. È vero, L'Italia è a rischio. Lo era anche prima. Adesso, almeno, possiamo sperare in un miracolo: il Paese salvato dai Grillini?
Cordialmente
Umberto Marielli

Alex di Monterosso ha detto...

Buona sera Umberto !
Sicuramente il M5S rappresenterà una ventata di aria nuova nel polveroso Parlamento, a patto, però che assuma comportamenti propositivi e responsabili, il che è tutto da dimostrare.
La contestuale dieta dimagrante alla quale gli elettori hanno sottoposti sia il PD che il PdL e la Lega, produrrà sicuramente effetti laceranti al loro interno.
Resta però il problema Italia con la sua affidabilità economica e finanziaria.
Se alle scelte fatte dal governo Monti non sarà dato seguito, il Paese e noi tutti rischiamo veramente grosso.
Solo tra martedì e mercoledì le aste dei titoli di Stato ci sono costate più di 367 milioni di euro per maggiori interessi, ed il perdurare del rischio di ingovernabilità causerà un boccone amaro da digerire.
Io non credo ai miracoli per cui ...
In attesa di nuovi tuoi commenti che apprezzo sempre molto, un cordiale saluto.
Alex