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giovedì 14 febbraio 2013

Politica e ipocrisia


Devo riconoscere di non essere così bravo da cogliere le sfumature, ma neppure l’essenza dei comportamenti di certi politici, forse per questo ogni giorno mi sorprendo, come uno sciocco, per qualcosa che ascolto o vedo.
Farò un esempio per spiegarmi meglio.
Per ordine del PM di Busto Arsizio, Eugenio Fusco, sono scattate le manette ai polsi del Presidente di Finmeccanica, Giuseppe Orsi.
Erano in corso da alcuni mesi le indagini su una presunta tangente di 52 milioni di euro, pagata per acquisire, dal governo indiano, una commessa di 12 elicotteri, ma l’arresto di Orsi è giunto come un fulmine a ciel sereno.
Molti politici, da Bersani a Berlusconi, da Alfano a Vendola, da Ingroia a Di Pietro, hanno colta l’occasione per cazzeggiare, come sempre, accusando Monti di non essere intervenuto prima che Orsi fosse arrestato.
E qui c’è subito qualcosa che non mi quadra !
Secondo questi censori fasulli, Monti avrebbe dovuto intervenire esonerando Orsi dal suo incarico, prima che le indagini giungessero ad accuse concrete ?
E se, per ipotesi, Monti fosse intervenuto, cosa avrebbero detto allora questi signori che fanno sfoggio di un garantismo furibondo ?
Vuoi vedere che avrebbero accusato Monti di essere un giustizialista senza vergogna ?
Mi viene il dubbio che, in realtà, questi mestieranti della politica siano solo garantisti di comodo, pretendendo che Monti comminasse, a Orsi, una sanzione ancor prima che la magistratura completasse le indagini.
Garantisti così di comodo che, nel giro di poche ore, dopo aver accusato Monti di essere stato troppo cauto con Orsi, accusano di giacobinismo la Magistratura solo perché fa il suo mestiere.
Quanta ipocrisia in questo repentino cambio del loro punto di vista.  
Sarebbe giacobino, cioè, il Tribunale di Bari che, a conclusione di un processo durato 2 anni, ha condannato Raffaele Fitto, ex ministro del governo Berlusconi, a 4 anni di carcere per corruzione, illecito finanziamento ai partiti ed abuso d’ufficio.
Forse potrà sembrare una domanda sempliciotta: ma perché il PdL non ha ritenuto opportuno evitare di ricandidare Fitto, capolista in Puglia, avendo ben chiaro che era già imputato in un processo che durava ormai da 2 anni ?
Forse che l’opera di moralizzazione delle liste, tanto magnificata da Alfano, doveva servire solo a far fuori Nicola Cosentino, inquisito ma non ancora sotto processo ?
Ad essere bollato di giacobinismo anche il Tribunale di Milano per aver notificata la richiesta di rinvio a giudizio, per associazione a delinquere, a Roberto Formigoni, ex governatore della Regione Lombardia ed a capo di una giunta imbottita di inquisiti.
Ma che Formigoni fosse indagato da oltre un anno, per l’affaire Maugeri, non era una novità per nessuno.
Ora, se il PdL, nonostante le indagini in corso, ha ritenuto opportuno candidare, al Senato, Formigoni ha fatta una scelta per lo meno incauta.
Che senso ha, ora, sbraitare contro i magistrati colpevoli solo di aver fatto il loro dovere concludendo le indagini ?
È una cagnara che mi sembra non solo sintomo di dissennatezza, ma anche di chiara ipocrisia.

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