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venerdì 15 febbraio 2013

Una geniale riforma della giustizia


Quando ero bambino e non afferravo subito i giochi di parole o le battute che mi rivolgeva simpaticamente mio padre, mia madre mi ripeteva, sorridendo, “ma sei proprio tardo di comprendonio”.
Nonostante, ahimè, siano trascorsi molti lustri da allora, devo riconoscere che il “ritardo di comprendonio” probabilmente continua ad essere parte del mio DNA se, solo oggi, sono riuscito ad intuire quale potrebbe essere la immaginaria riforma della giustizia, chiodo fisso di Berlusconi.
A darmi la sveglia è stata l’ultima dichiarazione del Cavaliere “basta fare moralismi sulle tangenti” !
Eppure, porca miseria, avrei potuto arrivarci molto prima mettendo insieme, uno sull’altro, i diversi mattoncini del Lego che il Cavaliere ha disseminati in questi 20 anni.
Ora, però, mi è tutto chiaro … almeno credo !
Una riforma, ne sono convinto, che avrebbe inizio con la riscrittura del codice penale, per cancellare moltissime tipologie di reati al fine di aggiornare il codice agli usi e costumi di oggi.
Così, via dal codice penale il reato di corruzione, giacché il pagamento delle mazzette, secondo Berlusconi, è oramai un’usanza del tutto consolidata se si vogliono fare affari, acquisire commesse, vendere i propri prodotti sui mercati.
E poiché, per pagare le tangenti, le imprese avrebbero necessità di accantonare provviste di denaro in nero, dal codice penale dovrebbe essere definitivamente cassato anche il reato di falso in bilancio.
Siccome, però, conseguenza della costituzione dei fondi neri sarebbe la non attendibilità delle dichiarazioni di redditi, via dal codice anche i reati di evasione e di elusione fiscale.
A questo punto, ineluttabilmente, anche l’esportazione di capitali all’estero perderebbe il carattere d’illegalità, così, cancellate per sempre le relative pene e sanzioni, non sarebbe più necessario ricorrere ciclicamente a condoni e scudi fiscali.
Ma la modernizzazione del codice penale sarebbe incompleta se non prendesse in considerazione anche altri reati.
Ad esempio, perché continuare a considerare reato il peculato, se, di fatto, è lo Stato che, mettendo il denaro pubblico nelle mani dei pubblici ufficiali o degli incaricati di pubblico servizio, concede loro l’opportunità di attribuirsene una parte, purché lo facciano in buona fede ?
Così come andrebbe cancellato il reato di finanziamento illecito ai partiti, visto che il primo a finanziare i partiti, contro la volontà dei cittadini, è proprio lo Stato con i rimborsi elettorali.
La riscrittura del nuovo codice penale, sarebbe ovvio, per il Cavaliere, che depennasse anche reati come la concussione, il favoreggiamento della prostituzione soprattutto minorile, la collusione, il concorso esterno in associazione mafiosa, la circonvenzione d’incapace, la truffa, la diffamazione, la falsa testimonianza, la rivelazione di segreto d’ufficio, etc.
Qualche perplessità, invece, l’avrebbe per i reati di omicidio, rapina a mano armata, strage.
A questo punto, scopiazzando Antonio Lubrano potrei dire: una domanda mi sorge spontanea, ma dopo aver cancellati tutti questi reati di cosa dovrebbe occuparsi la Magistratura ?
Ed ecco rivelarsi la vera concezione rivoluzionaria che Berlusconi ha della riforma della giustizia.
La Magistratura, a quel punto, sarebbe un’istituzione spogliata di ogni compito e perciò del tutto inutile al sistema Paese.
Pertanto, tutti i magistrati a casa, a cominciare da quei fottuti procuratori e giudici comunisti, con un bel risparmio per le casse statali.
Già, ma la riforma lascerebbe senza lavoro anche gli avvocati !
Beh, chi se ne frega, proprio per questo Niccolò Ghedini e Piero Longo da tempo sono stati eletti parlamentari.
Una riforma della giustizia geniale, per un’Italia sempre più simile ad un paese del terzo mondo !
P.S. Dopo aver cercato di conformarmi, per alcuni minuti, alle irrazionalità devastanti del Cavaliere, avverto l’impellente bisogno di una seduta psichiatrica. Per favore, qualcuno mi può aiutare ?

1 commento:

Anonimo ha detto...

ti aiuto io......b.....