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sabato 17 novembre 2012

Frottole parallele … Berlusconi e Schettino

 
Per una di quelle strane coincidenze, che solo l’ingegnosa regia del fato sa mettere in scena, ieri alla ribalta delle cronache abbiamo potuto assistere a due momenti, apparentemente diversi tra loro ma accomunati dalla propensione a raccontare fandonie che si è potuta cogliere nelle parole dei loro protagonisti.
 
Da un lato, Schettino, l’individuo che ha fatta naufragare la Costa Concordia, undici mesi fa davanti all’Isola del Giglio, procurando la morte di 32 passeggeri.
 
Dall’altro lato, Berlusconi, l’individuo che ha provocato il naufragio del Paese Italia, con una gestione economica scriteriata ed imprevidente.
 
Schettino, sulle pagine di “Il Giornale”, si è prodotto nel puerile tentativo di apparire come un eroico comandante, affannandosi nel cercare di ribaltare su altri le responsabilità del naufragio.
 
Berlusconi, dai prati di Milanello, si è impegnato nel ridicolo tentativo di scaricare, sul governo Monti, le responsabilità del disastro che lui, e solo lui con i suoi 4 governi, è stato capace di procurare all’Italia.
 
Schettino, nell’intervista, ha dimenticato di ricordare che, per la marineria di tutto il mondo lui si è coperto d’ignominia, abbandonando per primo la nave che stava affondando, mentre marinai, cuochi, inservienti di cabina, loro si eroicamente rimasti a bordo, aiutavano i passeggeri a salvarsi.
 
Berlusconi, nelle sue dichiarazioni ha finto di non ricordare che, mentre l’economia reale del nostro Paese stava colando a picco, lui andava in giro per l’Europa sostenendo che in Italia non c’era la crisi perché i ristoranti erano pieni, salvo poi abbandonare frettolosamente Palazzo Chigi, non all'altezza di reggere il timone di un Paese ormai collassato.
 
Schettino e Berlusconi, due individui che hanno in comune la vocazione a travisare la realtà dei fatti, con il meschino proposito di turlupinare gli italiani.

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