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martedì 6 marzo 2012

Le fantasie dei sondaggisti politici


Con il passare dei giorni lo scenario politico che potrà prendere corpo nel 2013, dopo il “governo tecnico”, appare sempre più incerto ed è questa indeterminatezza a scatenare la temeraria bizzarria di alcuni sondaggisti che si lanciano nell’esplorazione di fantasmagoriche ipotesi.
La prima supposizione, sicuramente originale ma dai contenuti ragionevolmente inverosimili, è da alcune settimane tema di un sondaggio realizzato dall’istituto EMG per conto del “TG La7”.
L’idea di base è stata quella di misurare quale potrebbe essere, nel 2013, il gradimento accreditabile ad un eventuale esecutivo, guidato ancora da Mario Monti e sostenuto da una maggioranza partecipata da PdL, PD e Terzo Polo.
All’opposizione, secondo questa ipotesi, si schiererebbe oltre alla Lega ed al “Movimento 5 stelle”, anche un raggruppamento del quale farebbero parte IdV, SeL e PRC.
Punti deboli di questa ipotesi sono che, oltre a fare i conti senza l’oste, il professor Monti ha negata più volte la sua disponibilità a rimanere a Palazzo Chigi, dà anche per scontato che PdL, PD e Terzo Polo si presentino alle elezioni del 2013 con le attuali forme, componenti e strutture, il che sembra ogni giorno più improbabile.
Non solo, ma su questa ipotetica coalizione penderebbe comunque la spada di Damocle di un incerto patto politico tra i tre convitati.
Ad esempio, se a PD e Terzo Polo, Berlusconi, che si è già detto favorevole a questa ipotesi, sebbene con immediata autosmentita, chiedesse come contropartita l’appoggio alla sua candidatura alla Presidenza della Repubblica, non ci sarebbe possibilità di intesa.
Il dato, invece, di una certa significatività che sembra emergere da questo sondaggio indica che la somma dei consensi accreditabili ai  tre partiti, separatamente considerati, risulterebbe superiore del 7,7% al 54,3% accreditato alla presunta coalizione. Un dato che merita una attenta riflessione politica.
Altra supposizione stuzzicante, ma veramente molto immaginifica, è quella proposta dall’istituto IPR Marketing, per conto del quotidiano “La Repubblica”, che nel suo sondaggio inserisce tra i partiti in competizione alle elezioni 2013 anche un ipotetico “partito dei tecnici”.
L’assoluta astrazione di questo “partito dei tecnici”, del quale, agli intervistati, non era dato di conoscere leader, candidati e programmi, rende impossibile apprezzare con un minimo di serietà i risultati stessi del sondaggio.
Senza entrare nel merito della metodologia di indagine, ci sembra, che insistere con sondaggi che percorrano sentieri oltre i confini più estremi  della fantapolitica, serva solo ad alimentare ulteriormente la confusione e l’incertezza che già regnano sovrane nello scenario politico ed allontani ancora più l’elettore dalle urne.
Potrebbero apparire quasi come tentativi per stimolare nuovi slanci verso l’antipolitica.      

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