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sabato 16 marzo 2013

XVII Legislatura … ma che sfiga !



Non vorrei sbagliarmi, ma credo che quella che ha avuto inizio ieri sia la XVII legislatura della Repubblica Italiana.
Non appartengo alla schiera di quanti credono alla superstizione, tuttavia non posso fare a meno di ammettere che, almeno da quanto è dato di osservare in questi primi giorni, il numero 17 sembri essere nefasto portatore di sfiga per la nuova legislatura.
Che questa legislatura non sia nata sotto una buona stella lo si poteva già intuire nella serata del 25 febbraio, appena il responso delle urne faceva prevedere una difficile governabilità del Paese.
Con il passare dei giorni, invece di schiarirsi, lo scenario si è sempre più ingarbugliato, complice anche la cocciutaggine di Bersani che, dopo aver sognato per mesi di fare il premier, non vuole accettare di essere solo il vincitore – sconfitto, o meglio l’autentico sconfitto – vincitore delle elezioni.
Dopo essere partito baldanzoso per smacchiare il giaguaro, Bersani si ritrova, oggi, ad usare litri di candeggina per smacchiarsi dalle badilate di melma, di ogni tipo, che gli tirano contro Beppe Grillo e le sue truppe di guastatori.
Anche al suo dirimpettaio, Berlusconi, la XVII legislatura non porta bene se è vero che un suo fan (?!?) gli ha infilato un dito nell’occhio mandandolo all’ospedale, proprio nei giorni in cui i pubblici ministeri di Milano e Napoli fanno a gara per arrivare primi a mettergli le manette.
Ma come accade oramai da decenni, a trovarsi a proprio agio nelle situazioni arruffate, invece, è Massimo D’Alema la cui vera passione è muoversi sotto traccia per tramare inciuci.
L’inciucio, di fatto, è nel DNA di “baffino di ferro”, che non conosce altro modo per rimanere a galla sulla scena politica.
Gli italiani si erano illusi di esserselo tolto dai piedi, ed invece eccolo, più vispo che mai, a tessere la sua tela per arrivare al Quirinale.
Assurdo ma, purtroppo, verosimile !
Nessuno riuscirà a togliermi dalla testa che, dal 1997, da quando cioè con il famoso “patto della crostata” D’Alema dette una preziosa mano a Mediaset, tra “baffino di ferro” e Berlusconi sia stato stipulato un patto ferreo di mutua assistenza.
Così oggi, in un momento così incasinato, quel patto potrebbe ritornare in voga per produrre nuovi malefici effetti.
Limitiamoci semplicemente ad osservare i fatti.
Berlusconi sta attraversando un difficile momento: ha fallito il sorpasso elettorale del centrosinistra, l’accerchiamento da parte della magistratura non gli lascia scampo, corre il serio rischio di rimanere fuori da ogni gioco politico, si profila al Quirinale la candidatura di Romano Prodi, personaggio a lui avverso e che non gli perdonerebbe certo di aver fatto cadere il suo governo, nel 2008, assoldando alcuni senatori.
Dall’altra parte, D’Alema oggi non è più parlamentare ed ha come unico sogno quello di sostituire Napolitano al Quirinale.
Ebbene, che diavoleria escogita quel berlusconiano di D’Alema ?
Si mette a brigare per far sì che il PD non solo assegni la presidenza di una delle Camere al PdL, che per Berlusconi vorrebbe dire rientrare in gioco, ma anche rinunzi a candidare, alla Presidenza della Repubblica, il gettonatissimo Romano Prodi, indigesto a Berlusconi.
Se il giochetto riuscisse, per “baffino di ferro” si spianerebbe la strada per il Quirinale, sospinto dai voti del PdL.
Ma mentre D’Alema intrallazza e si dà da fare, Giorgio Napolitano vive, con inquietudine e sofferenza, le sue ultime settimane di presidenza.
Tra alcuni giorni dovrebbe avviare gli incontri con le delegazioni dei gruppi parlamentari per tentare la formazione di un governo, però, insieme a valenti costituzionalisti Napolitano è angosciato da un dubbio costituzionale: perché ed a che titolo potrebbe consentire che un comune cittadino, quale è Gianroberto Casaleggio, partecipi alle consultazioni come capo della delegazione del M5S ?
Napoletano verace, quale è, il Capo dello Stato, stringendo in una mano un cornetto di corallo rosso e nell’altra un ferro di cavallo, starà passeggiando, giorno e notte, su è giù per le sale del Quirinale, imprecando contro la malasorte che lo costringe a gestire l’avvio di questa infausta XVII legislatura.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ha vinto l'integralismo,
l'indifferenza all'ascolto delle ragioni altrui nell'erronea consapevolezza della superiorità delle proprie.
L'integralismo trasferito in politica, inibisce qualunque forma di dialogo e di semplice comunicazione inter partes, impedendo la costruzione di una fattispecie concreta di governo magari imperfetta, perfettibile ma almeno possibile.
Ciò che più sorprende è l'assenza di ricerca di punti comuni tra soggetti che in teoria non presentano diversità ostative e contestualmente l'enfatizzazione di una pretesa diversità / superiorità ostentata anche nei comportamenti esteriori privi di valenza direttamente politica.
Spingere un partito riformista ad allearsi con la destra populista da sempre avversata, nell'intento di degradarne la forza ed ergersi a giudici di moralità e legittimità, forse questo potrebbe essere l'apparente scopo.
Questi pretesi cavalieri puri, senza macchia o colpa, che considerano gli altri alla stregua di esseri immondi ed evitano addirittura ogni prossimità per non contaminarsi, pronti a sacrificare il paese assomigliano sempre più a talibani distruttori.


Alex di Monterosso ha detto...

Grazie per il suo commento.
Credo che stiamo assistendo, purtroppo, a qualcosa che è ben più mediocre ed intollerabile di un integralismo ideologico.
Mi riferisco ad egoismi ed ambizioni personali.
Dal 25 febbraio sono trascorsi ormai 20 giorni, durante i quali non si è levata nessuna voce preoccupata delle sofferenze degli italiani e della necessità di dare urgenti risposte ai loro bisogni.
No, assolutamente no !
Rinchiusi nelle loro stanze i sedicenti politici si preoccupano solo di come occupare i posti di potere o di come scansare le sentenze dei tribunali.
Trovo disgustoso e disarmante che questo modo di pensare sia trasversale a tutte le forze in campo e temo che, a forza di tirare la corda, a qualche testa calda possano saltare i nervi.