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sabato 15 giugno 2013

Beppe Grillo … predica male e razzola peggio

Nei primi tre mesi di vita parlamentare, al centro dell’attenzione dei “cittadini onorevoli” del M5S, sono stati soprattutto le questioni legate a compensi, diarie, scontrini.
Riunioni e contro riunioni, dichiarazioni seguite da smentite, divergenze poi rientrate, hanno tenuto banco sotto lo sguardo vigile del portavoce ufficiale del movimento, Beppe Grillo, che ha ritenuto opportuno di intervenire personalmente, ad un certo punto, convocando i 163 “cittadini onorevoli” per una gita fuori porta nell’agriturismo “La Quiete”.
Un incontro, rigorosamente senza streaming, voluto dal capo assoluto con l’intento di inculcare nei “cittadini onorevoli” il suo verbo moralizzatore ed indurre, anche i più recalcitranti, a seguire il rigore francescano voluto da lui e da Casaleggio.
Alla fine, i parlamentari grillini si sono persuasi a devolvere parte del loro emolumento nella cassa comune ed a trattenere per sé solo quella quota della diaria comprovata da regolari giustificativi di spesa, i famosi scontrini.
Nel tentativo di affermare il suo radicalismo castigatore Beppe Grillo ha tuonato contro Antonio Venturino, il deputato siciliano del M5S reo di voler trattenere tutto il compenso parlamentare, ululando: “Venturino che si tiene i soldi è un pezzo di merda!”.
Naturalmente, per questo Venturino è stato espulso dal M5S.  
L’impegno così smaccato di Grillo, per imporre ai parlamentari pentastellati il suo fanatismo moralizzatore, però puzza di un’ipocrisia stomachevole.
Da decenni, infatti, Beppe Grillo non ha di certo problemi nel mettere insieme pranzo e cena, potendo contare su sontuosi redditi annui (ad esempio, gli imponibili, ovviamente quelli dichiarati, sono stati: € 2.214.286 nel 2002, € 2.133.694 nel 2003, € 2.633.720 nel 2004).
Questo già lucroso pulpito, dal quale Grillo divulgava il suo verbo, improvvisamente nel 2005 si è trasformato in una miniera d’oro.
Era il 26 gennaio 2005, infatti, il giorno in cui Beppe Grillo, con la regia di Gianroberto Casaleggio, apriva il suo blog che, ben presto, doveva diventare il fulcro intorno al quale avrebbe preso forma il M5S.
Casaleggio, oltre a curare il blog diventava anche l’editore di Beppe Grillo che, così, a fine 2005 poteva rallegrarsi per aver conseguito un nuovo record personale: un imponibile di € 3.942.036.
Da quel momento la miniera d’oro ha continuato a produrre i suoi sostanziosi effetti e, nel 2006, Beppe Grillo dichiarava un imponibile di € 4.272.591.
C’è da scommettere che, dall’incontro con Beppe Grillo, anche il guru Casaleggio abbia avuto un suo congruo tornaconto se, dal 2005 in poi, il sodalizio Grillo – Casaleggio sembra dotato di due corpi con un’anima sola ma abile nell’infinocchiare militanti, simpatizzanti, ed ora anche parlamentari del M5S.
Ora, che Beppe Grillo, agiatamente accomodato sulla miniera d’oro, pretenda di tenere a stecchetto i “cittadini onorevoli” perché diano il buon esempio … embè mi sembra un’ipocrisia degna della peggiore casta politica avvezza ad imporre sacrifici agli altri ma ...

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