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domenica 9 giugno 2013

Da un “cucù” … al braccio di ferro


In queste ore mi è ritornato in mente che, nel novembre 2008 a Trieste, per giocare a nascondino Berlusconi si appostò dietro un monumento, in Piazza dell’Unità, ed accolse Angela Merkel ed il suo seguito, sbucando all’improvviso con il gridolino “cucù”.
Angela Merkel non era a Trieste per un viaggio di piacere ma per partecipare al vertice italo – tedesco.
Berlusconi deve aver dimenticato questo episodio se, dettando le direttive ad Enrico Letta su come regolarsi con la Merkel, in occasione del loro prossimo incontro, non gli ha ordinato di sorprenderla con un “cucù”… anzi.
Letta dovrebbe trattare Angela Merkel con durezza, alzando la voce, impegnandola in un braccio di ferro dal quale dovrà uscire sconfitta.
Sconcertante! Dal “cucù”, di ieri, si è passati al braccio di ferro, di oggi, … un’instabilità nei comportamenti che conferma quanto pericolosa possa essere la paranoia di cui soffre Berlusconi che, ancora una volta, esce anche dalle righe per dettare, al Presidente del Consiglio, come strapazzare la Merkel.
Incomincio a credere che le troppe frequentazioni con personaggi quali Putin, Gheddafi, Mubarak (non la “nipote Ruby” ma proprio lui, Hosni Mubarak), abbiano convinto Berlusconi di poter assumere, in Italia, atteggiamenti da despota, anche quando perde le elezioni, come è accaduto a febbraio.
Per questo, crede che sia suo diritto servirsi di Enrico Letta per avversare quella che considera la sua nemica personale, Angela Merkel.
Già nel settembre 2011, quando ha etichettata Merkel “culona inchiavabile”, l'ha voluto offendere con volgarità perché colpevole di non avergli mai dato credito come premier, giudicandolo incapace sul piano politico, economico e finanziario.
All’offesa, però, Angela Merkel, non ha risposto, confermando così di ritenerlo immeritevole anche di una replica.
Eppure, Berlusconi più volte ha millantati duri scontri con la Merkel, dei quali però non c’è traccia nelle cronache, e dai quali, visti i risultati, ne sarebbe sempre uscito perdente.
Così, Berlusconi si è convinto ed ha convinti i suoi lacchè che, a costringerlo a rassegnare le dimissioni, nel novembre 2011, non sia stata la disastrosa situazione dei conti pubblici italiani, provocata dal suo governo, e neppure l’incapacità di mantenere gli impegni che aveva assunti con l’Europa.
Noooo! Responsabile del suo fuggifuggi da Palazzo Chigi è stata Angela Merkel che, con l’aiuto delle banche tedesche, avrebbe fatto salire lo spread per farlo fuori.
Se questa non è paranoia!
Ma ciò che Berlusconi non perdonerà mai alla Merkel è un sorrisetto.
Ebbene si, proprio quel sorrisetto impertinente, ed anche maligno, che Angela Merkel ha scambiato con Nicolas Sarkozy quando, al termine del vertice europeo, un giornalista ha domandato loro: “Il premier italiano (NdR: Berlusconi) vi ha rassicurato sui provvedimenti che prenderà il suo governo? Avete fiducia in lui?”, provocando l’esplosione, in sala stampa, di una fragorosa risata generale.
Era il 23 ottobre 2011! Dopo 19 giorni Berlusconi saliva al Colle per rassegnare le dimissioni.
Ecco perché, nella mente ossessionata di Berlusconi, Enrico Letta dovrebbe vestire i panni dell’agente vendicatore per far pagare cari, ad Angela Merkel, gli ipotetici torti subiti da Berlusconi.
Domanda: ma cosa ha a che vedere tutto ciò con gli interessi del nostro Paese?

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