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martedì 4 giugno 2013

Che ci azzecca il presidenzialismo con le emergenze ?

Da due giorni, all'improvviso, le emergenze economiche ed occupazionali del nostro Paese sembrano passate in secondo piano.
Non se ne parla più nemmeno sui quotidiani e nei telegiornali.
Il dibattito politico e l’attenzione dei media si sono spostati sulle riforme costituzionali, infervorandosi, in particolare, sull’ipotesi di adottare, anche in Italia, un sistema presidenziale, con elezione diretta del Presidente della Repubblica.
Persino Giorgio Napolitano, ieri mattina, ha pensato bene di convocare un vertice con Enrico Letta, Angelino Alfano ed i ministri Quagliarello e Franceschini, per fare il punto su modalità e tempi dell’iter riformatore.
Ancora una volta, quindi, dopo aver ascoltati i soliti buoni propositi di circostanza, il cittadino deve prendere atto che anche il Governo Letta dimostri di non avere a cuore il contrasto alle vere emergenze italiane.
Ci si aspettava che, una volta ottenuta la fiducia, Enrico Letta e la sua compagine ministeriale si dedicassero, ventre a terra, a trovare risposte alla disoccupazione giovanile, alla crescita vertiginosa della cassa integrazione, allo sblocco del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, e via dicendo.
Invece no!
Nonostante siano trascorse ormai 5 settimane, da quando anche il Senato ha votato la fiducia, l’impressione è che il governo sia ancora fermo al palo.
Ossia, per meglio dire, qualcosa Letta ed i suoi ministri hanno fatto.
Si sono raccolti per gli esercizi spirituali nell’abbazia di Sarteano, hanno spostato a settembre il pagamento dell’acconto IMU, così da compiacere Berlusconi, hanno rifinanziata solo per qualche mese la cassa integrazione in deroga, hanno aumentata l’IVA su snack e patatine dei distributori automatici e sui gadget dei giornali, hanno ricevuto dal Governo Monti, senza colpo ferire, il cadeau della chiusura della procedura d’infrazione, ma …
Ma di interventi per combattere la disoccupazione giovanile, per dare ossigeno alle imprese, per evitare l’aumento dell’IVA, previsto per luglio, etc. … neppure l’ombra.
Ora, è vero che, se il Libro della Genesi narra che a Dio sono occorsi sei giorni per creare il mondo, a Letta non si può chiedere di risolvere tutti i problemi dell’Italia in 5 settimane ma, per la miseria, ci si aspetterebbe che desse almeno l’impressione di occuparsene sul serio per evitare che la situazione deflagri.
Il cittadino apprezzerebbe vedere Letta, nella sua azione di governo, non portato in giro con il guinzaglio dalle fantasie di Berlusconi & Co.
Come gradirebbe vederlo concentrato sui problemi concreti, sulle emergenze che tormentano milioni di italiani.
Si auspicherebbe di vederlo preoccuparsi che non si torni alle urne con il porcellum, come vorrebbe il PdL.
Lo vorrebbe attento a non cadere nella trappola che gli stanno tendendo con il presidenzialismo, perché l'obiettivo non è quello di consentire ai cittadini di eleggere loro direttamente il Presidente della Repubblica, come vorrebberro farci credere alcuni marpioni, ma di cambiare la Carta Costituzionale per assegnare al Presidente poteri da sovrano assoluto!
Ed a proposito di presidenzialismo, una sola considerazione.
In questi giorni ho ascoltati molti politici parlare a sproposito e con improntitudine del presidenzialismo domandandosi: ma se funziona in Francia e negli USA perché non dovrebbe funzionare anche in Italia?
Possibile che a nessuno di questi ciarlatani sia venuto in mente che l’Italia è un paese anomalo rispetto a Francia ed USA?
Anomalo perché esiste una tollerata violazione delle leggi, anomalo perché si giustifica il falso in bilancio, anomalo perché si tollera il conflitto d’interessi, anomalo perché parlamentari possono marciare su un tribunale, anomalo perché si può diffamare la magistratura, anomalo perché si indulge con l’evasore fiscale, anomalo perché ad un politico è consentito essere padrone di giornali e TV, anomalo perché si possono divulgare, a mezzo stampa, intercettazioni protette dal segreto d’ufficio, senza finire in galera, anomalo perché (questa è fresca di giornata) agli italiani si può spacciare come “una telefonata piena di umanità” quella che Berlusconi fece alla Questura per far rilasciare Ruby, anomalo perché si possono raccontare impunemente palle come quella che Ruby è nipote di Mubarak, anomalo perché … perché … perché …
A questo punto, una domanda ai sostenitori del presidenzialismo: quante di queste anomalie italiane sarebbero tollerate in Francia e negli USA senza conseguenze per gli anomali?

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