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mercoledì 12 giugno 2013

M5S … dal boom al flop

Era il 28 ottobre 2012, con lo sbarco a nuoto di Beppe Grillo in Trinacria, il M5S otteneva il primo successo della sua storia con la sbalorditiva affermazione alle elezioni regionali.
Trascorrono quattro mesi e, alle politiche del 24 e 25 febbraio, il M5S consolida la sua affermazione come prima forza politica della Sicilia.
Ma veniamo ad oggi, 9 e 10 giugno, primo turno delle elezioni comunali in Sicilia.
L’effimero successo del M5S si è trasformato in un colossale flop!
Dopo sette mesi, il M5S si scioglie al sole siciliano con la stessa celerità con cui si era affermato nell’ottobre 2012, sbalordendo osservatori e commentatori politici.
Basta dare un’occhiata al raffronto tra i due voti amministrativi, regionali 2012 e comunali 2013, per rendersi conto della catastrofe!
Nelle quattro città capoluogo, Catania, Messina, Siracusa e Ragusa, alle regionali il M5S aveva conquistati 48.317 voti, franati oggi a 14.599.
Rispetto alle regionali, il M5S, strada facendo, ha buttati a mare 33.718 voti, vale a dire il 70% dei consensi ottenuti nell’ottobre 2012.


Un tracollo ancora più clamoroso perché avvenuto in Sicilia, testa di ponte del grillismo per gli eccezionali e stupefacenti successi ottenuti tra l’ottobre dello scorso anno ed il febbraio 2013.
Un tracollo, però, che non è un caso isolato, perché nelle altre 16 città capoluogo, chiamate alle urne, non solo il M5S non è riuscito ad arrivare neppure ad un ballottaggio, ma i consensi ricevuti sono crollati, in ogni dove.
Qualsiasi individuo, raziocinante ed equilibrato, avrebbe cercato di analizzare l’eclatante fenomeno, per individuarne le cause e, magari, per avviare con umiltà un’autocritica.
Ma, per Grillo e Casaleggio, sicuri della loro infallibilità, le colpe sono sempre e solo di altri.
Ad esempio, è colpa degli elettori che si sono recati a votare per gli altri partiti e movimenti.
Oppure, è colpa di un popolo miscredente che non comprende il sublime verbo annunciato dal divino Casaleggio e dal suo profeta Grillo.
Od ancora, è colpa di quei partiti che invece di ripudiare i voti, li ricercano.
Naturalmente, per chiunque osi muovere una qualche critica all’operato del divino e del profeta sono guai seri, giù insulti, volgarità, denigrazioni, scomuniche, espulsioni.
Ieri è toccato alla senatrice grillina Adele Gambaro, una signora con cervello ed attributi adeguati che, pur attorniata da 160 parlamentari pentastellati, consacratisi al servizio del duo Casaleggio – Grillo, ha osato semplicemente parlare.
La “cittadina onorevole” Gambaro, cioè, facendo uso della materia grigia di cui l’ha dotata madre natura, ha solamente riflettuto sulla catastrofe elettorale del M5S, per concludere con una verità incontestabile: “la colpa è di Grillo”!
Saette divine si sono abbattute sulla malcapitata, invitata anche ad andarsene dal M5S, per il momento con le sue gambe, si spera.
Eppure, la “cittadina onorevole” Gambaro si è semplicemente messa nei panni di un ex elettore ed ha fatto due più due.
L’elettore del M5S che, in buona fede, ha avuto fiducia nei proclami di cambiamento, rinnovamento, moralizzazione, trasparenza, riabilitazione della politica, sbraitati da Grillo nelle piazze e sul suo blog, dopo 3 mesi di inconcludente bivacco in Parlamento della numerosa pattuglia grillina, non può che esserne deluso.
Il rifiuto categorico di ogni forma di confronto e dialogo con le altre forze politiche, non solo ha frustrata la speranzosa attesa di un qualche risultato concreto, ma ha costretti 163 parlamentari, pagati dai contribuenti, a sprecare le loro giornate in beghe su scontrini, espulsioni, ricerca di talpe, e così via.
Un avvilente quadro della presenza, dei rappresentanti pentastellati, nelle istituzioni, inasprito dal vomitare incessante di attacchi, villanie, minacce, meschinità, contro tutti e tutto, da parte di Grillo.
Era inevitabile che, prima o poi, l’elettore si rendesse conto di essere stato turlupinato da un rozzo ciarlatano, opportunista, e si orientasse o per l’astensione o per riporre in altri la speranza di vedere esaudite le sue istanze.
In una cosa, però, Grillo ha ragione, a metà, quando dice che il percorso sarà lento ma inesorabile … già, ma per la decomposizione sua e del M5S.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

grillo si è dimostrato un vero pallone gonfiato, che avesse nelle mani qualcosa di più grande di Lui si era capito molto bene! Ha buttato in mare un terzo dell'elettorato che ha creduto alle sue promesse. Promesse che non ha mantenuto, come tutti gli altri del resto, e quindi il "suo" elettorato l'ha stroncato prima del tempo !!! Posso essere solo contenta di questo clamoroso FLOP. Adesso che l'italia è in mano al PD starò a guardare se riesce a raddrizzare questa barca che da anni naviga in acque tempestose !
F

Alex di Monterosso ha detto...

Senza una strategia ed un programma politico realistico era prevedibile che il M5S subisse il contraccolpo a contatto con le difficoltà reali del Paese.
Rifiutare di ascoltare gli altri, convinti di essere portatori del verbo universale, aggredire chiunque non la pensi come loro, basare tutto su volgarità ed insulti.
Se questa è la linea politica di Casaleggio e Grillo, prima o poi gli italiani, anche i più sprovveduti, avrebbero aperti gli occhi.
L'Italia non è in mano al PD ma ad un governo paralizzato dall'impossibilità di conciliare PD e PdL !