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mercoledì 17 aprile 2013

“Basta … la gente non ne può più”


“Basta indugi, la gente non ne può più”, con queste parole il Cardinale Bagnasco, Presidente della CEI, si è rivolto alla classe politica che, dopo 51 giorni dalle elezioni, continua a menare il can per l’aia con vergognosi maneggi.
Come dargli torto ?
Lo spettacolo scandaloso che la politica sta offrendo, non solo agli italiani ma al mondo intero, rischia di logorare definitivamente i cardini di una convivenza civile e democratica.
Con il passare dei giorni la situazione sembra ingarbugliarsi sempre più, non lasciando intravedere una possibile via di uscita.
Anche il ritorno alle urne, richiesto con ostinazione da Berlusconi, non rappresenterebbe una scappatoia affidabile, a meno che, da un lato, tutti i protagonisti, responsabili di questo disastro, non decidano di scomparire definitivamente dalla scena politica e, dall’altro, si riformi la maledetta legge elettorale.
L’Italia sta vivendo un momento buio della sua storia democratica, per l’irresponsabilità di una politica sconsiderata, soggiogata da ambizioni personali, dalla ricerca di salvacondotti giudiziari, dall’abietto disegno di vedere “l’effetto che farebbe” un Paese sull’orlo del baratro.
È possibile identificare con nome e cognome i maggiori irresponsabili di questa situazione, però non possiamo nasconderci dietro ad un dito, perché irresponsabili siamo stati allo stesso modo tutti noi quando, nelle urne, abbiamo usato il nostro voto da irrazionali e sprovveduti.
Non serve a nulla, oggi, gridare “basta non ne possiamo più” se poi, tra qualche mese, ritornando alle urne rifaremo gli stessi errori, sperperando l’opportunità che ci è data per contribuire a cambiare le cose, usando il nostro sacrosanto diritto di voto.
Mi sembra comunque evidente che il vero responsabile di questa paralisi del Paese, che dura da oltre 50 giorni, sia Bersani.
Per perseguire una sua ambizione personale, Bersani non si preoccupa dei milioni di italiani precari, disoccupati, cassintegrati,  esodati, e delle loro vite angoscianti.
Continua, indifferente ed ostinato, nonostante lo stesso PD, un pezzo per volta gli stia voltando le spalle, facendogli franare la terra sotto i piedi.
Un’ostinazione che si accompagna a scarsa intelligenza politica.
Innanzitutto perché, per settimane, ha corteggiati i voti del M5S senza mai avere il coraggio di giocare la carta che avrebbe messo nell’angolo Grillo ed i suoi “cittadini” onorevoli: proporre al M5S il coinvolgimento nella formazione dell’esecutivo.
Passata la palla, se Grillo l'avesse rifiutata si sarebbe ritrovato con almeno metà del suo elettorato deluso ed incazzato … un bel rischio per il M5S nel caso di nuove elezioni a breve.
Ma, scarsa intelligenza politica anche perché il solo pensare di poter governare questa congiuntura così difficile, per il Paese, con un esecutivo di minoranza, è delirante.
Per far passare ogni decisione, cioè, dovrebbe mendicare i voti di un’opposizione inviperita, confidando peraltro nel sostegno di un PD sempre più allo sbando.
Non meno irresponsabile, però, è anche Berlusconi che al grido di “o governissimo o voto” ricatta Bersani ed il Paese pur di entrare nell’esecutivo ed accaparrarsi alcuni ministeri a lui utili.
Infatti, con l’approssimarsi di sentenze che potrebbero scacciarlo in via definitiva dalla scena politica, Berlusconi vive sui carboni accesi e, fingendo di non ricordare che PdL sia solo il terzo partito, mette in atto i suoi tentativi di ricatto.
A Berlusconi interessa solo poter condizionare l’azione del governo per ottenere, da una parte, il blocco dei disegni di legge sulla ineleggibilità e sul conflitto di interessi e, dall’altra, l’approvazione della riforma dell’art. 68 della Carta Costituzionale, per ripristinare l’immunità parlamentare anche per i condannati con sentenza passata in giudicato (= salvacondotto per lui !).
È evidente che, anche a Berlusconi, dei gravi problemi che angustiano gli italiani non gliene frega assolutamente nulla.
C’è poi un terzo irresponsabile, Beppe Grillo, che, manovrando i burattini mandati a fare presenza in Parlamento, rifiuta di dare qualsiasi contributo al superamento dello stallo e, quindi, alla soluzione dei problemi del Paese.
Ovviamente non c’è da augurarselo, però il livello di esasperazione degli italiani è così vicino, ormai, al punto di rottura da rischiare che qualche testa calda possa decidere di deviare dai binari della pacifica coesistenza.

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