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sabato 27 aprile 2013

Un puzzle per l’eventuale Governo Letta


Una cosa è certa ! Della politica e del politichese capivo molto poco prima, ma con il passare dei giorni mi rendo conto di capirne sempre meno.
Non mi resta, perciò, che confidare nelle esperienze che ho accumulate, cercando di intuire cosa si possa nascondere dietro le parole, e mezze parole, per immaginare quale possa essere il senso di ciò che dicono e fanno i leader politici.
A stuzzicare la mia curiosità, in questi ultimi giorni, sono state, soprattutto, le dichiarazioni fin troppo accomodanti rilasciate da Berlusconi.
Mi ha insospettito la sua disponibilità a rilasciare uno sbrigativo nulla osta, ad Enrico Letta, perché formi il governo.
Ma ho trovata sospetta anche la rinuncia ad esercitare il rituale braccio di ferro per ottenere l’assegnazione di importanti ministeri ai suoi scudieri.
Escluderei che, dietro tanta pacatezza ci sia un sentimento di rispetto per l’invito a fare presto di Giorgio Napolitano, proprio perché Berlusconi non ha mai dimostrata molta considerazione nei confronti di Napolitano, accanendosi contro di lui con parole e toni velenosi.
Escluderei, anche, che le priorità del programma economico, indicate da Letta, abbiano potuto avere una qualche presa su Berlusconi, perché di disoccupati, cassintegrati, esodati, precari, etc., a Berlusconi nun gliene pò fregà de meno.
Che cosa si potrebbe celare, perciò, dietro a tanta condiscendenza?  
Per comprendere un po’ meglio il tutto, può essere opportuno rifarsi a quanto è filtrato, ieri, dalle segrete stanze di Palazzo Grazioli, dove Berlusconi ha avuta una riunione fiume con Alfano ed i suoi fedelissimi.
Gli obiettivi, che sembrerebbero considerati primari e sacrosanti da Berlusconi, sarebbero pochi ma basilari.
Al primo posto ci sarebbe la fermezza nell’ottenere un ministero economico, anche se spacchettato, per Renato Brunetta, ideatore dell’impegno, preso in campagna elettorale, di rimborsare l’IMU 2012.
Per questo si sarebbe deciso di porre il veto alla candidatura di Fabrizio Saccomanni come Ministro dell’Economia.
Berlusconi auspicherebbe, invece, che Angelino Alfano non facesse parte della compagine governativa, per continuare ad occuparsi a tempo pieno della segreteria del PdL.
Assolutamente vincolante riuscire ad escludere Mario Monti da qualsiasi incarico governativo.
Al Ministero della Giustizia sarebbe gradito Michele Vietti, sia perché assicurerebbe imparzialità sulle vicende giudiziarie di Berlusconi, sia perché, segnalato da Casini, escluderebbe la possibilità, per Monti, di puntare su Mario Mauro come vicepremier.
Cosa ci suggerisce questa sequela di notizie e comportamenti?
Proviamo ad immaginare che tutte queste opzioni siano tessere di un puzzle che, incastrate tra loro permettano di risalire al disegno originale, progettato dal cervello di qualcuno.
La prima tessera dice che il governo Letta, che vive dell’impegno diretto di PD e PdL, può rappresentare, per Berlusconi, un robusto schermo protettivo.
Infatti, qualora dovessero pervenire, da parte della magistratura, richieste di autorizzazione a procedere o di arresto, nei suoi confronti, i parlamentari PD sarebbero vincolati a respingerle per non far cadere il governo Letta.
A Berlusconi, infatti, non deve essere sfuggito che, solo poche settimane fa, molti parlamentari PD si erano detti favorevoli, invece, a concedere le autorizzazioni.
Incastrata, con successo, la prima tessera, ecco la “tessera Brunetta”.
È indubbio che ostinazione ed asprezza, di cui è capace Brunetta, l’avrebbero vinta nell’estorcere a Letta la restituzione dell’IMU 2012.
In quel momento, Berlusconi si troverebbe tra le mani l’argomento vincente per presentarsi in campagna elettorale e sgominare gli avversari, M5S incluso.
Per ottenere questo risultato, però, al tavolo del governo non dovranno sedere due personalità, come Monti e Saccomanni, che sicuramente si opporrebbero, con risolutezza, alla restituzione dell’IMU 2012.
Incastrata, così, un’altra tessera il disegno incomincia a prendere forma.
Infatti, a quel punto, con il PdL pronto a nuove elezioni, il premier Letta diverrebbe ricattabile utilizzando la minaccia dello “staccare la spina”.
Da quel momento, o l’agenda del governo sarebbe dettata da Berlusconi, oppure si tornerebbe alle urne .
Prima di staccare la spina, però, resterebbe da incastrare l’ultima tessera, cioè azzerare Mario Monti e Scelta Civica, escludendoli dalla scena politica, nazionale ed internazionale.
Solo così il PdL avrebbe la certezza di recuperare i tre milioni di voti che Scelta Civica ha ottenuti nelle ultime elezioni.
Il disegno sembrerebbe quasi perfetto ma …
Manca, infatti, l’ultima tessera, quella che hanno in mano i magistrati di Milano e di Napoli e che io purtroppo non conosco.

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