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mercoledì 22 maggio 2013

L’equilibrismo del Governo Letta


Ci sono giornate in cui, alla sera, mi ritrovo a riflettere davanti ad una gerla piena di notizie, così disparate da non riuscire a decidere quale, più delle altre, mi abbia colpito per commentarla sul blog.
Ieri è stata una di quelle giornate!
Alle prime luci dell’alba sono arrivate, da Oklahoma, le terribili notizie del devastante tornado abbattutosi seminando morte e distruzioni.
Ancora una volta, la natura ha voluto dare prova della sua forza incontrollabile, per far comprendere al genere umano quanto grande invece sia la sua fragilità e la sua impotenza.
Un genere umano, però, così ottuso ed idiota da impegnarsi solo a sbranarsi per l’accaparramento del potere e delle risorse della terra.
La stessa idiozia che puntualmente ritroviamo nei comportamenti e nelle scelte quotidiane della nostra classe politica troppo assorta, in meschine contese, per rendersi conto che il Paese è sempre più al collasso.
Il Governo Letta, in carica da alcune settimane, è costretto al funambolismo per cercare un improbabile equilibrio tra gli umori dei due partiti, PD e PdL, che lo sostengono a malincuore.
È una forma di equilibrismo che possiamo riscontrare ora dopo ora.
Sono convinto che lo stesso Enrico Letta, ogni mattina, facendosi la barba si domandi se al calar del sole sarà ancora Presidente del Consiglio.
Accecati da anni di contrapposizioni a muso duro e da gretti interessi di bottega, PD e PdL sembrano disinteressarsi del Paese, preoccupati di subordinare l’azione del governo ai loro spiccioli tornaconti di giornata.
Così è stato nell’imporre al governo, come primo provvedimento, la sospensione dell’acconto IMU, che graverà sui conti dello Stato per due miliardi di euro; risorse che avrebbero potuto essere destinate, ad esempio, a più urgenti ed utili interventi a favore della occupazione giovanile.
Ma, forse, il PD aveva contratto un debito con il PdL, ed ha scelto di pagarlo nel momento meno opportuno, senza tener conto neppure del beneficio che il PdL ne avrebbe tratto, già domenica prossima, in occasione delle elezioni amministrative.
Però, a disseminare mine sulla strada di un governo, già di per sé malfermo, non ci sono solo le ripicche tra PD e PdL, ma anche le estemporaneità del M5S.
Richiamandosi al dettato della legge 361 del 1957, trasgredita per decenni da tutti i partiti, per opportunismo, i parlamentari del M5S hanno deciso di presentare una mozione per chiedere la ineleggibilità di Berlusconi.
È evidente che si tratti anche di un guanto di sfida lanciato al PD che, non solo, per venti anni ha ignorata la legge, perfino quando era al governo, ma che l’ha riesumata nei mesi scorsi, in campagna elettorale.
Cosa farà il PD di fronte a questa sfida ?
Deciderà, questa volta, di uniformarsi a questa legge dello Stato, votando a favore dell’ineleggibilità, oppure preferirà soggiacere al ricatto del PD che ha minacciato di togliere la fiducia al Governo Letta, nel caso Berlusconi sia dichiarato ineleggibile?
Peraltro, dare attuazione ad una norma di legge non è una opzione ma è un indiscutibile dovere oggettivo, al quale sono venuti meno per opportunismo politico,  tutti i Parlamenti che si sono succeduti fino ad oggi.
Qualcuno, ai vertici del PD, si sarà domandato come reagirebbero la base del partito e l’elettorato se, ancora una volta, i parlamentari di centrosinistra votassero, obtorto collo, per salvare Berlusconi?
Certo è che la preposta Giunta del Senato, convocata ieri per le ore 14:00 con all’ordine del giorno l’elezione del suo Presidente, di sorpresa, alle 13:51, è stata rinviata “a data da destinarsi”.
A questo punto ho il sospetto che il PD, pur di formare e presiedere il governo, dopo quella sull’IMU, abbia sottoscritta un’altra cambiale al PdL, e cioè si sia impegnato a non votare la ineleggibilità di Berlusconi.
Perciò, il rinvio della riunione della Giunta serve solo a prendere tempo per rimettere in riga qualche parlamentare del PD, recalcitrante.
Stando alle dichiarazioni di alcuni esponenti del PD questa sembrerebbe essere, quantomeno, l’ipotesi più probabile.
Mentre sottotraccia proseguivano gli inciuci, il neo Presidente della Commissione Giustizia del Senato, Nitto Palma, ha voluto commentare la richiesta d’ineleggibilità di Berlusconi, avanzata dal M5S, con queste parole: “Nel 1996 la maggioranza di centrosinistra non ha ritenuto di dichiararne l’ineleggibilità. Sono passati da allora 17 anni, mi chiedo come si possa solo pensare di far valere ora quella norma”.
Perdirindindina, forse non ho ben capito !
Ma come, non un povero analfabeta, bensì un ex magistrato ammette che esista una norma di legge, siccome però è stata violata già per 17 anni, perché non continuare a violarla?
Per il neo Presidente della Commissione Giustizia, ed ex Guardasigilli, sarebbe questo il modo di rispettare la legge?
Dopo questo brillante saggio di giurisprudenza mi domando: ma Nitto Palma si è laureato ed ha fatto carriera in magistratura solo grazie alle raccomandazioni?

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