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sabato 29 dicembre 2012

Come zittire gli sproloqui di Berlusconi

 
Non passa giorno che non capiti di chiedermi se, nel panorama dei media nazionali, esistano cronisti, inviati, giornalisti, conduttori televisivi e compagnia bella, dotati di congrui attributi.
È una domanda che mi pongo con maggiore frequenza in periodi, come quello attuale, di avvicinamento alle elezioni politiche.
Basta seguire un qualsiasi talk show televisivo per rendersi conto che sono le appartenenti al mondo dell’informazione, di sesso femminile, decisamente più combattive che, difficilmente, si fanno prendere per il naso dai loro interlocutori.
Il cosiddetto sesso forte, invece, dà prova di essere così insicuro e remissivo da tollerare che intervistati ed interlocutori possano raccontare le loro panzane, senza mai incontrare un’obiezione alla gratuità ed infondatezza delle loro affermazione.
Possibile che non si rendano conto di apparire, a chi li ascolta, e magari li sta anche guardando, come fantocci privi di personalità, non professionali, incapaci ed un tantino cortigiani ?
Naturalmente il livello di servilismo è direttamente proporzionale al supposto potere politico e/o economico della persona da intervistare o con la quale interloquire.
Prendiamo, ad esempio, Bruno Vespa.
Quando ospita Berlusconi si prostra ai suoi desideri con disgustoso servilismo, salvo poi esibire verve inquisitoria quando, ospiti del suo salotto, sono personaggi non vicini al suo credo.
Ma occupiamoci di attualità.
Da oltre dieci giorni un invasato Berlusconi imperversa, ad ogni ora del giorno, in radio, in Tv, sulla stampa, e straparla di tutto, ma soprattutto si polarizza sul dare addosso a Monti e denigrarlo.
Una bambolina in premio a chi indovina perché lo faccia !!!
Ad esempio, domenica scorsa, intervistato (si fa per dire !) da Massimo Giletti, su RAI 1, Berlusconi pur rendendosi ridicolo con la ripetuta sceneggiata del “se non mi fa parlare me ne vado”, è riuscito comunque ad impedire che Giletti gli ponesse domande o gli confutasse le sue bislacche affermazioni, raggiungendo così il suo scopo di prodursi in logorroici monologhi.
Mi domando perché Giletti, visto che Berlusconi gli impediva, di fatto, di svolgere il ruolo, per il quale è retribuito da RAI, cioé porgere domande e obiettare alle false verità, non abbia deciso lui di abbandonare lo studio televisivo motivando il gesto semplicemente con “dal momento che lei non mi consente di svolgere il mio ruolo la mia presenza qui è superflua”.
Questo sì che sarebbe stato un autentico e lodevole coup de théâtre!
Sicuramente Berlusconi sarebbe rimasto disorientato, ed almeno per qualche secondo si sarebbe zittito.
Per la prima volta, in vita sua, avrebbe smarrita la sua prosopopea, trovandosi di fronte a qualcuno che non era disposto a subire tanta tracotanza.
Sicuramente Giletti avrebbe riscosso uno strepitoso applauso dal pubblico presente, con l’immaginabile imbarazzo di Berlusconi.
Ognuno può fantasticare su cosa avrebbe potuto succedere nei minuti successivi.
Certamente, nelle ore successive, Giletti sarebbe stato vittima di un nuovo editto bulgaro.
Tutto questo però appartiene ad un libro dei sogni che è sconosciuto a noi italiani, per cui siamo condannati a dover sopportare ancora questi spettacoli di squallida piaggeria.

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