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venerdì 7 dicembre 2012

PdL ed il teatrino delle marionette (parte prima)

 
Che Berlusconi abbia deciso di ricandidarsi alle prossime elezioni politiche, dopo che Bersani ha vinte le primarie del PD, credo che non abbia sorpreso nessuno.
Era prevedibile, e non perché lui sia assediato, come dice, dalle richieste di molti, questa è solo una bufala per gonzi, ma perché è assediato sì, ma dalle sue pendenze con la giustizia, e l’immunità parlamentare gli fa comodo.
Non è un caso che abbia minacciato Monti perché non emani la norma sulla incandidabilità dei condannati. Minaccia caduta nel nulla perché la norma è stata approvata dal Consiglio dei Ministri.
Di Berlusconi, comunque, non c’è più nulla da scoprire.
Nei vent’anni della sua permanenza sulla scena politica, infatti, il mondo intero, e gli italiani di buon senso, si sono resi conto che la sua discesa in campo (coincisa, guarda caso, con il precipitoso ritiro ad Hammamet di Bettino Craxi, suo padrino e compare di merende) gli sia servita unicamente per immunizzare lui e le sue aziende dai guai, non solo giudiziari, pendenti sulle loro teste.
Oggi, perciò, siamo di fronte alla replica di un film già visto, e non a qualcosa di nuovo.
Meno comprensibile, anzi piuttosto sorprendente, invece, quello che accade dietro le quinte del PdL, o come direbbero gli anglofoni nel backstage.
L’assordante silenzio sul ritorno di Berlusconi, nelle ultime 24 ore, di tutti i presunti notabili del PdL, conferma la loro inconsistenza sia morale che caratteriale.
Solo Guido Crosetto ha dimostrato di avere personalità e coraggio per attestare il suo imbarazzo ed il suo dissenso, fino ad abbandonare gli studi televisivi di LA7, in segno di disagio per le domande sulla nuova discesa in campo di Berlusconi.
Chapeau Crosetto ! Una persona che merita rispetto !
E Alfano ?
Possibile che non abbia nulla da dire, proprio lui che, come segretario del PdL, di fatto sia il più sputtanato dal ritorno in campo di Berlusconi ?
Si era impegnato pubblicamente su tutti i media, aveva giurato e spergiurato che il PdL avrebbe realizzate le primarie, ne aveva fissata, prima, e riconfermata, poi, la data del 16 dicembre, aveva costretti i candidati a raccogliere le firme per proporre la loro candidatura, ed ora tace, come inebetito, non reagisce.
Si è lasciato manovrare, giorno dopo giorno, come una marionetta da Berlusconi e dalle sue fluttuanti paturnie, senza mai dar prova di avere gli attributi per essere il vero segretario del partito.
E l’agguerrita Giorgia Meloni ?
Si era detta contraria ad una nuova candidatura di Berlusconi, aveva deciso di sfidare Alfano alle primarie, nonostante il parere contrario degli ex An,  ed ora tace anche lei.
Ma, a sorprendere è soprattutto il silenzio dei 34 componenti l’Ufficio di Presidenza del PdL che, dopo una infiammata riunione di molte ore, hanno sintetizzate le decisioni prese in un insulso comunicato dal mieloso tono “volemose ben”, per essere spiazzati, dopo poche ore, dall’estemporaneo annuncio, fatto in prima persona da Berlusconi, che, di fatto, ridicolizzava e delegittimava il ruolo stesso dell’Ufficio di Presidenza.
Possibile che nel PdL vivano solo marionette pronte a farsi manovrare dai voleri di un marionettista che pensa solo a se stesso ?
Penso che le beghe interne del PdL e l’inettitudine dei suoi notabili, dovrebbero non appassionare gli italiani, purtroppo però, per molti anni il governo del Paese è stato nelle mani di questi individui ed è preoccupante che, ora, intendano ricandidarsi per tornare a governare.

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