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sabato 8 dicembre 2012

PdL ed il teatrino delle marionette (parte seconda)

 
Giovedì 6 dicembre ore 9:00, squilla il telefono di Angelino Alfano, figurante nei panni di segretario del PdL.
L’ordine che gli arriva, via filo, è categorico: senatori e deputati PdL si astengano dal votare la fiducia al Governo Monti sui decreti in esame, il DL sviluppo ed il DL sui costi della politica negli enti locali ! Guai a voi se non lo fate ! Passo e chiudo !
In men che non si dica i cellulari di senatori e deputati del PdL trillano all’unisono, il messaggino con l’ordine di astensione arriva a tutti.
Nel giro di pochi istanti, deputato e senatori del PdL si trasformano in 370 marionette.
L'ordine ricevuto, infatti, sembra renderli incapaci di intendere e di volere.
Si aggirano per i corridoi di Camera e Senato, ingurgitano maritozzi e caffè alla buvette, si abbandonano sui divani del transatlantico, sanno tutti molto bene che se vogliono sperare di essere ancora inseriti, dal marionettista, nelle “liste bloccate” e continuare a godere di emolumenti e privilegi parlamentari, devono ubbidire ciecamente senza capire e senza domandarsi il perché.
C’è, però, chi non intende rinunciare alla propria dignità di essere raziocinante, vuole usare il proprio cervello, e siccome è anche dotato di attributi si rifiuta di obbedire ad un ordine incomprensibile.
Così, al Senato sono in quattro ad ammutinarsi votando la fiducia: Beppe Pisanu, Giuseppe Saro, Paolo Amato e Franco Orsi, coscienti che questo loro gesto li escluderà di sicuro dalle “liste bloccate”.
Il loro esempio, poche ore dopo, è seguito alla Camera da Franco Frattini, Alfredo Mantovano e Gennaro Malgieri.
Alla notizia dei 7 ammutinati, possiamo immaginare l’incazzatura del marionettista e lo schiamazzo stridulo del pollaio di amazzoni che circonda con devozione quel padre-padrone.
Circostanze come questa, però, mi fanno riflettere e mi pongo qualche domanda, anche se nessuno sarà mai in grado di darmi una risposta.
La comparsata di marionette parlamentari è un fenomeno diffuso in tutti i partiti, sarebbe sciocco negarlo.
L’assemblea della Camera, però, prevede 630 deputati, e quella del Senato annovera 315 senatori.
Noi italiani, quindi, ci permettiamo il lusso, da sempre, di mantenere uno sciame di 945 individui, ben remunerati dallo Stato e beneficiati con privilegi scandalosi.
Questo atto di ossequio alla supposta democrazia costa ai contribuenti italiani più o meno un miliardo e mezzo di euro ogni anno.
Siccome, però, si tratta di individui che, spesso si comportano da marionette manovrate da pochi marionettisti, che decidono ed impartiscono loro gli ordini, mi domando perché mai gli italiani debbano mantenere 945 figuranti quando, ad essere generosi, ne basterebbero alcune decine, toh … volendo esagerare diciamo cento.
C’è un altro aspetto, però, che mi rode il fegato e mi fa girare i santissimi, ogniqualvolta ci penso.
Mi riferisco al fatto che, se un operaio, un impiegato, un magistrato, è eletto deputato o senatore, non ha altra scelta che dimissionarsi o chiedere l’aspettativa, rinunziando così a percepire il normale stipendio del posto di lavoro che lascia.
Ora, perché mai, invece avvocati, commercialisti, medici, imprenditori, commercianti, e via dicendo, se eletti parlamentari possono continuare a gestire le loro redditizie attività private, nonostante siano retribuiti dallo Stato per il loro mandato parlamentare ?
Questa indecente difformità etica è una delle causa che induce lo scoramento in chiunque guardi le aule deserte quando la TV trasmette le dirette dal Parlamento.
Davanti a spettacoli così avvilenti m’incazzo, perché, in quel momento, gli assenti, pur se retribuiti dallo Stato, in realtà sono occupati altrove a gestire i loro affari personali.
E, tanto per non far nomi, ecco i 5 campioni di assenteismo parlamentare della corrente legislatura:
1.     Forcieri Giovanni Lorenzo (PD)- assenteismo del 98%
2.     Gaglione Antonio (Gruppo Misto) - assenteismo del 92%
3.     Ghedini Nicolò (PdL) – assenteismo del 81%
4.     Verdini Denis (PdL) – assenteismo del 75%
5.     Bersani Pierluigi (PD) – assenteismo del 73%
Per me sarebbero meritevoli di licenziamento per giusta causa, con accompagnamento a calci nel deretano, checché ne pensi Susanna Camusso e l’ex articolo 18 !

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