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mercoledì 12 dicembre 2012

Venghino signori … venghino al Berluskani show !

 
A conferma che la stupidità umana non ha limiti, basta seguire, in un giorno qualsiasi, le performance di alcuni rappresentanti del PdL, il partito che ha portato il Paese sulla soglia del default ed oggi si ripropone per governare l’Italia.
Lo spettacolo circense ha come prima protagonista Michaela Biancofiore, amazzone berlusconiana che sfoggia bella presenza ma difetta di cultura costituzionale.
Michaela Biancofiore, in una trasmissione radiofonica, ha dichiarato: “Ora che Monti si è dimesso, Napolitano deve nominare subito Berlusconi come premier perché è l’unico che ha la maggioranza in Senato, senza andare alle elezioni” !
Se si può comprendere che la bionda altoatesina, eletta  a Napoli, abbia  vissuto a lungo come eremita sulle montagne, è anche lecito supporre che, da ragazza, sia andata a scuola per qualche giorno, abbastanza per imparare che la vita delle istituzioni italiane è retta dalla Carta Costituzionale.
Una Costituzione che, ad esempio, contempla la liturgia elettorale ogni quattro anni, e che considera non sufficiente la maggioranza in una delle due camere per governare il Paese.
Ma perché sorprendersi ? Infatti, incredibile ma vero, Michaela Biancofiore, per le sue competenze è stata niente popò di meno che membro della Commissione Affari Costituzionali !
Cosa faceva lei quando la Commissione di riuniva ?
Dopo di lei, sulla pista del circo va in scena il duello rusticano, in una versione più moderna.
Ad emulare le gesta di compare Alfio e compare Turiddu, ci sono due siciliani DOC: Marcello Dell’Utri ed Angelino Alfano.
In questo teatrino rusticano, non ci sono coltelli a serramanico, ma solo parole più taglienti di una lama.
Dell’Utri va subito all’attacco.
Alfano come segretario non è mai esistito perché “non ha le palle”, afferma Dell’Utri rincarando, poi, la dose: “poveretto, non ha potuto cambiare nulla e così il partito è imploso e non si è rinnovato”.
Una ferita lancinante per Alfano che s’incazza più che se gli avessero dato del “connuto”.
Alfano passa al contrattacco, e con la bava alla bocca dichiara che “i guai del partito derivano anche da soggetti come Dell’Utri, che è un povero disgraziato … e parla a ruota libera”.
I dissidi, nel PdL, che covavano sotto le ceneri, ora esplodono e non ci resta che attendere di veder scorrere profluvi di sangue.
Finalmente, sulla pista del circo spunta lui, Silvio Berlusconi.
Se la prende subito con lo spread definendolo un “imbroglio”, per poi spingersi oltre e domandarsi “cosa ci importa degli interessi sui nostri titoli rispetto a quelli sui bund tedeschi ?”.
No ! Non è possibile ! Ha detto “cosa ci importa” ?
Per dire una siffatta stupidaggine, Berlusconi o è così bollito da aver perso il lume della ragione, oppure ha il cervello putrefatto ormai dalla malafede.
Una corbelleria ciclopica che fa incavolare non solo la casalinga di Voghera, ma addirittura il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che risponde sdegnato: “lo spread è importante perché impatta direttamente sul costo del nostro debito pubblico e sulla possibilità di destinare fondi per ridurre il cuneo fiscale, che è la cosa più importante per rilanciare l’economia del nostro Paese”.
Ed eccoci al gran finale !
In tutti gli spettacoli circensi è il momento in cui si fa festa, si scherza, si ride con i lazzi finali.  
Per ogni padrone di circo è il momento del tripudio, e Berlusconi non si lascia scappare l’occasione per raccontare la sua ultima barzelletta: “Fino a quando sono stato a rappresentare l’Italia nei consigli dei capi di Stato, tra i 27 capi ero uno dei due o tre più autorevoli !”
In Italia e nel mondo esplode una fragorosa ed incontenibile risata.

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