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domenica 2 dicembre 2012

ILVA … siamo alla svolta ?

 
A qualcuno doveva capitare tra le mani la patata bollente dell’ILVA di Taranto !
E forse non è casuale che il problema, acutizzatosi in decenni di disinteresse da parte della classe politica, sia finito sul tavolo del Governo Monti, cioè di una compagine arrivata per caso a Palazzo Chigi, ed estranea alla miope ed ottusa politica dei partiti.
Mi fa incavolare che politici e sindacalisti, solo in questi giorni e con stupore, scoprano che a Taranto esiste un drammatico problema di inquinamento dell’ambiente e di danni alla salute dei lavoratori e degli abitanti di Taranto.
È lecito domandarsi, ad esempio, cosa abbiano fatto i Ministri della Salute, di destra, di centro e di sinistra, in tutti questi anni.
Non penseranno mica  di avere la coscienza pulita questi signori che si sono susseguiti, come ministri, negli ultimi 20 anni: F. De Lorenzo (1991-1993), M.P. Garavaglia (1993-1994), R. Costa (1994-1995), E. Guzzanti (1995-1996), R. Bindi (1996-2000), U. Veronesi (2000-2001), G. Sirchia (2001-2005), F. Storace (2005-2006), L. Turco (2006-2008), F. Fazio (2008-2011) ?
Ed i sindacati ?
Che cosa hanno fatto, in questi anni, per tutelare la salute dei lavoratori ILVA e delle loro famiglie ?
Quali azioni hanno fatto per costringere la proprietà Riva ad attuare interventi di risanamento degli impianti ?
Sono convinti di non avere gravi responsabilità i segretari generali di CGIL: S. Cofferati (1994-2002), G. Epifani (2002-2010) e S. Camusso (dal 2010) ?
E non hanno nulla da rimproverarsi i segretari generali di CISL: S. D’Antoni (1991-2000), S. Pezzotta (2000-2006) e R. Bonanni (dal 2006) ?
Alla fine, ha dovuto intervenire la Magistratura per costringere a girare pagina e ad affrontare il problema.
Non è la prima volta che, nel nostro Paese, i Magistrati siano costretti a sostituirsi all’ignavia della politica.
Purtroppo, però, la situazione ILVA oltre ad essere drammatica è anche molto complessa, perché sono in conflitto tra loro due diritti sanciti dalla Carta Costituzionale, il diritto alla salute ed il diritto al lavoro.
Il Decreto Legge, predisposto dal Governo Monti appare come un tentativo di conciliare entrambi, anche se il risanamento dello stabilimento, di fatto, rinvia il compimento di condizioni che tutelino la salute soprattutto degli abitanti di Taranto.
Ma non è solo questo l’aspetto che potrà rendere difficile la vita del decreto; un decreto sicuramente non gradito al “Comitato per Taranto” che ha già accusato Monti di aver “sancita la sconfitta del mondo operaio, delle ragioni della popolazione e della stessa giustizia sociale”.
Occorrerà attendere, infatti, le decisioni della Procura di Taranto che si è riservata di valutare il testo del decreto con riferimento ai provvedimenti già decisi, fino ad oggi, dalla Magistratura.
L’incognita è che la Procura si possa rivolgere al giudice del riesame per proporre eccezione d’incostituzionalità del decreto o per sollevare conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.
Dato e non concesso, però, che la Procura rinunzi a contrastare l’iniziativa del Governo, incomberanno sul decreto le scelte del futuro governo che uscirà dalle urne nel 2013.
Infatti, già oggi Vendola, partner di un eventuale governo di centrosinistra, e come Presidente della Regione non esente da responsabilità, ha già anticipata la sua contrarietà al decreto qualora non “affermi il primato del diritto alla salute”.
Con queste premesse non si può certo considerare avviato a soluzione definitiva lo stato di sofferenza che interessa l’ILVA.

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