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giovedì 17 gennaio 2013

A Monti voto di insufficienza in marketing

Imitando Berlusconi, anche Mario Monti ha obbligato il popolo dei cosiddetti moderati a trascorrere le giornate sfogliando la margherita: “si candida ?”, “non si candida ?”.
Finalmente, dopo settimane di attesa, “alea iacta est” ed il Professore manifesta la sua decisione di “salire in politica”.
Comprendere se sia nata prima la “Agenda Monti” o la sua decisione di entrare nell’agone, è un po’ come risolvere il dilemma se sia nato prima l’uovo o la gallina, per cui ognuno è libero di pensarla come preferisce.
Resta il fatto che l’autentico primo atto, della sua salita in politica, sia stato l’incontro svoltosi a Roma, in clausura, nel refettorio del convento delle Suore di Sion. 
Ora, come certamente insegnano anche ai bocconiani, il primo ma fondamentale tassello di un qualsiasi piano di marketing è l’identificazione e messa a punto del “prodotto” da offrire al mercato, valutandone con attenzione i “plus” ed i “minus”, proprio per far sì che il prodotto presenti livelli di “appeal” tali da attrarre l’interesse dei potenziali clienti.
Questo vale sia nel caso che si voglia immettere sul mercato un nuovo formaggino, sia che si voglia proporre al mercato elettorale un nuovo progetto politico.
In tutti i casi, comunque, per determinare i “plus” ed i “minus” è necessario avere idee molto chiare su alcune scelte strategiche preliminari.
Scelte che si correlano a fattori determinanti come, ad esempio: quale sia il mercato al quale indirizzarsi, quali le aspettative di questo mercato, quali i “minus”, prima, ed i “plus”, poi, dei prodotti concorrenti, quale livello di novità si sia capaci di realizzare, e via discorrendo.
Probabilmente, nella mente del Professor Monti almeno le principali scelte strategiche erano molto chiare, anche prima di decidere la sua salita in politica, almeno così traspariva dalle sue dichiarazioni.
Sennonché, con il passare dei giorni, si è verificata una progressiva divaricazione del “prodotto” da quello che, al Professor Monti, avrebbero consigliato le logiche di marketing.
Ad incominciare dalle peculiarità stesse del prodotto.
Dal mercato di riferimento, cioè gli elettori italiani, da molto tempo giungono segnali inequivocabili di disgusto e d’insofferenza per la classe politica che imperversa da decenni, segnali avvalorati anche da una diffusa richiesta di rinnovamento radicale della scena politica e dei suoi protagonisti.
Quindi, già la scelta di presentare alla Camera tre liste diverse, due delle quali, UdC e FLI, presenti nello scenario politico italiano da decenni, tradisce la richiesta di radicale rinnovamento ed annacqua i buoni propositi di cambiamento predicati da Monti.
Corrado Passera, che in fatto di strategie ha l’occhio vispo e lungo, aveva ragione nel volere una lista unica sia alla Camera sia al Senato.
In effetti, che credibilità può avere una proposta politica che si propone come innovativa, quando agli elettori si ripresentano ancora personaggi come Casini, Fini e Buttiglione, tutti e tre di lunga militanza parlamentare ?
Ma, a dirottare il “prodotto” dalle logiche del cambiamento atteso dal corpo elettore, non c’è solo questo.
Infatti, a sconfessare le buone intenzioni del Professore che predica rinnovamento etico e virtuoso, anche nella scelta delle candidature, ci ha pensato Casini che, nelle liste UdC per la Camera, candida Silvia Noé, moglie di suo fratello, e Fabrizio Anzolini, fidanzato di sua figlia.
Per la miseria, altro che rinnovamento morale della politica, siamo alla recrudescenza delle forme più indecenti di quel nepotismo che da decenni infetta la nostra vita quotidiana ed, in particolare, la politica.
A voler chiudere un occhio, bonariamente, si potrebbe ipotizzare che il Professor Monti abbia pensato che, in fondo, fossero problemi con i quali avrebbero dovuto fare i conti solo UdC e FLI.
Ed invece no, perché Monti ha proseguito verso il harakiri, candidando Casini, che da 30 anni è parcheggiato in Parlamento, come capolista al Senato della lista “Con Monti per l’Italia”, in ben 5 regioni, Lazio, Campania, Sicilia, Calabria e Basilicata.
Ora, il Professor Monti dovrebbe sapere che è contro ogni logica di marketing proporre al mercato, anche quello elettorale, un prodotto caratterizzato proprio da ciò che il mercato rifiuta ed, anzi, disprezza.
Per questo, il Professor Monti merita un voto di grave insufficienza in materia di marketing politico.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

mi suggerisci chi votare????????????????????barbara

Alex di Monterosso ha detto...

Te lo dirò il 23 febbraio a mezzanotte... se mi sarò schiarite le idee !!!