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mercoledì 30 gennaio 2013

Berlusconi … il fuggitivo


Per gli italiani, almeno per quelli capaci di intendere e di volere, quanto accaduto il 12 novembre 2011, giorno in cui Berlusconi rassegnò le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato, può essere sintetizzato in 6 parole “Berlusconi è scappato da Palazzo Chigi”.
Sulla base di quali elementi gli italiani possono spingersi fino ad un giudizio così severo?
Anche se sono trascorsi solo 14 mesi da allora, molti protagonisti di quelle giornate devono essere vittime di una grave perdita della memoria se sono arrivati perfino ad accusare il Presidente della Repubblica di aver “sospesa la democrazia”.
Questi poveri smemorati si sono dimenticati, o fanno finta, che Berlusconi è salito al Quirinale con le sue gambe, non trascinato a furor di popolo, né tantomeno da un drappello di corazzieri.
Martedì 8 novembre 2011, dopo che il Rendiconto Generale dello Stato era stato approvato, dalla Camera, con soli 308 voti, Berlusconi, preso atto che oramai la sua maggioranza aveva palesemente il fiato corto, era corso al Quirinale per anticipare al Capo dello Stato la sua decisione di dimettersi.
Il fatto più significativo, però, avviene tre giorni dopo, cioè venerdì 11 novembre.
Infatti, poche ore prima che Berlusconi salisse al Quirinale per rassegnare le dimissioni, la Camera aveva approvata la legge di stabilità che recepiva, nel suo testo, i provvedimenti relativi agli impegni che il governo Berlusconi aveva assunti con l’UE.
Era stata proprio la consapevolezza che il rispetto degli impegni, presi con l’UE, avrebbe comportato un lavoro ingrato ed impopolare, a suggerire a Berlusconi di scappare da Palazzo Chigi.
Era dal 5 agosto 2011, infatti, che Berlusconi, dopo aver ricevuta la lettera con i diktat indicati dalla BCE, stava rimuginando come sottrarsi agli impegni da lui stesso presi.
D’altra parte, dopo 3 mesi nessuno degli impegni assunti con l’UE, dal governo Berlusconi, era stato portato a compimento, nonostante la BCE avesse scritto: “vista la gravità dell’attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di settembre 2011”.
Sono, o no, equiparabili ad una vera e propria fuga dagli impegni da lui stesso assunti, in sede europea, le dimissioni rassegnate da Berlusconi l’11 novembre 2011 ?
Le parole che ha pronunciate ieri Olli Rehn, Commissario europeo per gli Affari Economici e Monetari, nel corso di un’audizione all’Europarlamento, si riferivano perciò solo a fatti reali quando ha affermato: “dopo le promesse dell’estate per permettere l’intervento della BCE, il governo Berlusconi decise di non rispettare più gli impegni assunti”.
Che cosa abbia da sbraitare l’ex ministro Brunetta, contro le parole di Rehn, è davvero incomprensibile, a meno che Brunetta non dica di essere anche … corto di memoria e di non ricordare più cosa sia successo, tra il 5 agosto e l’11 novembre 2011, nelle stanze del governo Berlusconi dove lui bivaccava.

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